Juve Stabia, cessione nel mirino della Procura: ipotesi piano per la bancarotta
Non è più soltanto voce di corridoio: sulla cessione della Juve Stabia si allunga l'ombra della Procura di Napoli. Secondo quanto riportato da Metropolisweb.it, gli inquirenti hanno aperto un fascicolo d'inchiesta sul passaggio del 100% delle quote societarie dal fondo americano Solmate all'imprenditore Francesco Agnello, che ha rilevato il club — attualmente impegnato nei playoff di Serie B — per la cifra simbolica di un euro. L'ipotesi investigativa è quella di un piano finalizzato a portare il club alla bancarotta.
Cessione lampo davanti al notaio: otto giorni dal mandato al rogito
Gli investigatori stanno ricostruendo la catena di passaggi che ha portato alla cessione. La Solmate aveva conferito la procura speciale agli avvocati Fratini e Picece dello studio BonelliErede di Roma: appena otto giorni dopo il mandato, i legali avevano già formalizzato il trasferimento dell'intero pacchetto azionario alla Stabia Capital di Francesco Agnello, in poche righe davanti al notaio Siniscalchi di Lariano. La rapidità dell'operazione è uno degli elementi che desta maggiore sospetto. Il rogito è peraltro arrivato nel mezzo di un avvicendamento ai vertici del consiglio di amministrazione: dopo le dimissioni silenziose di Fabio Scacciavillani, era rientrato in sella l'ex presidente esecutivo Filippo Polcino
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Il nodo dell'amministrazione giudiziaria e il ruolo della DIA
A rendere ancora più opaca la vicenda è il fatto che l'intera operazione si sia consumata mentre la Juve Stabia si trovava in amministrazione giudiziaria, condizione scattata nell'ottobre scorso a seguito delle inchieste della Direzione Investigativa Antimafia sul possibile condizionamento della camorra nella gestione del club. I professionisti nominati dal Tribunale di Napoli avevano formalmente chiesto di essere informati di qualsiasi avvicendamento societario: appelli rimasti senza risposta. Il silenzio di Francesco Agnello sulle proprie intenzioni alimenta il timore che esista un disegno volto a compromettere il futuro di una società che, proprio grazie al lavoro dell'Antimafia e del Tribunale, era stata ricondotta su binari di legalità.











