Giammarioli: “Bruzzaniti al Catania può spostare gli equilibri del girone C”
Stefano Giammarioli è intervenuto nel corso dell'appuntamento pomeridiano di A Tutta C, trasmissione in onda su TMW Radio e su Il 61, canale 61 del digitale terrestre.
Che mercato si aspetta in Serie C in questa finestra di gennaio?
"Credo che sarà il solito mercato diviso in tre fasi. C’è chi aveva programmato per tempo e infatti si vedono già le prime ufficialità, poi ci sarà una fase intermedia in cui ci saranno pochissime trattative, e infine il rush finale, quando – dopo aver valutato le prime partite del girone di ritorno – i presidenti chiameranno i direttori sportivi e gli allenatori chiederanno rinforzi. Sarà un mercato diviso in queste tre fasce, come ogni anno. Credo che si lavorerà soprattutto sugli scambi: non vedo grande liquidità per investimenti o operazioni importanti".
Come diceva lei, il mercato è già entrato nel vivo e nel primo giorno ci sono state subito molte ufficialità. Una delle più importanti è stato l’arrivo di Bruzzaniti al Catania. Può essere il colpo che sposta gli equilibri nella corsa alla promozione?
"Bruzzaniti è un giocatore che ha avuto poca fortuna rispetto alle sue grandi qualità, quindi si merita una piazza di prestigio e questa opportunità. Per il Catania è sicuramente un elemento importantissimo. La Serie C è un campionato molto tattico, ma è anche quello in cui il colpo del singolo può fare davvero la differenza. Gli errori degli avversari contano, ma il colpo individuale spesso sposta le partite. Bruzzaniti è uno di quei giocatori che può aiutare il Catania a fare un girone di ritorno di altissimo livello, in un girone che ritengo il più difficile dei tre: credo che cinque o sei squadre si giocheranno la promozione fino alla fine".
Nel girone A il Vicenza ha pareggiato con il Lumezzane e l’Union Brescia ha rosicchiato due punti portandosi al secondo posto. Secondo lei il distacco è colmabile o il Vicenza è troppo forte?
"Il Vicenza quest’anno è strutturato per vincere. Detto questo, il Brescia, con la nuova società, con l’entusiasmo e con la chiarezza nell’organigramma e nel lavoro, ci proverà sicuramente fino in fondo. Io stesso a Cremona, alcuni anni fa, ero staccato addirittura di dieci punti dall’Alessandria a marzo, poi vincemmo e andammo in Serie B. Nel calcio non si può mai sapere. Parliamo comunque di due società molto strutturate, con proprietà importanti".
Nel girone B prosegue il testa a testa tra Arezzo e Ravenna, ma i romagnoli arrivano da due sconfitte consecutive. È un campanello d’allarme?
"Arezzo e Ravenna meritano pienamente la posizione che occupano. Anche la terza posizione, occupata dall’Ascoli, testimonia il valore delle squadre in alto. Onestamente questa flessione del Ravenna non me l’aspettavo, perché parliamo di una società con una gestione molto professionale. Di solito, in questo periodo, le pressioni arrivano alle squadre meno strutturate. Detto questo, il Ravenna ha un potenziale per giocarsela fino all’ultima giornata insieme all’Arezzo, dove c’è un allenatore come Bucchi che, per qualità, intelligenza e competenza, avrebbe meritato una carriera ancora più importante".
Ultima domanda: quali squadre di vertice, nei tre gironi, dovrebbero intervenire maggiormente sul mercato per continuare a competere per il primo posto?
"Io dico sempre che quando si è nelle prime due posizioni, a meno di infortuni o problemi gestionali particolari, è meglio cambiare il meno possibile a gennaio. Il mercato invernale è sempre un filo sottilissimo, molto delicato. Chi lotta per vincere dovrebbe eventualmente ritoccare soprattutto la panchina, perché è lì che in primavera, quando la stagione entra nel vivo, si ha più bisogno di alternative. Chi è primo vuol dire che è già la squadra più forte. Per questo credo che intervenire troppo a gennaio possa essere più rischioso che utile".










