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Novara, la trappola della "pareggite": perché Dossena sta correndo verso un record pericoloso

Novara, la trappola della "pareggite": perché Dossena sta correndo verso un record pericolosoTUTTO mercato WEB
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Luca Bargellini
Oggi alle 14:00Serie C
Luca Bargellini

In un calcio che, nell'era dei tre punti, premia l'audacia e punisce l'attendismo, il Novara di Andrea Dossena sta scrivendo una pagina statistica che sfida ogni logica di classifica. Con 19 pareggi collezionati in 31 giornate, il club piemontese non sta semplicemente muovendo la graduatoria: sta navigando verso un primato che appartiene al calcio in bianco e nero, quello della Massese 1972/73 che chiuse a quota 25. Ma se cinquant'anni fa il "punto" era l'unità di misura della sopravvivenza, oggi la "Sindrome della X" rischia di trasformarsi in una trappola statistica.

L’Analisi
I dati e le proiezioni attuali raccontano di una squadra che ha fatto della neutralizzazione dell’avversario una forma d’arte (non a caso è la 4ª miglior difesa del Girone A di Serie C), spesso a discapito della propria produzione offensiva (dodicesimo attacco del torneo). Con una frequenza di pareggi che sfiora il 61%, il Novara è la squadra più difficile da battere nella metà destra della classifica. Ma è anche quella che fa più fatica ad azzannare la partita.

Il sistema di Dossena si poggia su una solidità difensiva che è, paradossalmente, il suo limite creativo: la squadra gioca per "non perdere", stabilizzando il baricentro in una zona di comfort che riduce i rischi ma appiattisce le transizioni. In Serie C, dove spesso l'episodio decide i tre punti, la strategia del Novara è un esercizio di equilibrismo estremo: basta un errore individuale per trasformare una "X" sicura in una sconfitta difficile da rimontare per un organico non programmato per la rincorsa.

Il paradosso del "peso specifico": la moneta svalutata
Per pesare correttamente l'anomalia del Novara, non basta però contare le caselle. Bisogna analizzare il peso reale di quei pareggi in classifica, in relazione all'epoca in cui vengono ottenuti. Quando la Massese del '73 o la Ternana dell'84 (record di 22 pareggi in 34 gare) costruivano i propri primati, il pareggio era una moneta forte.

In un sistema che assegnava 2 punti a vittoria, la "X" garantiva il 50% della posta in palio: era una strategia conservativa ma matematicamente razionale. Oggi, con i 3 punti, il valore della parità è crollato al 33%. Il Novara sta correndo verso la storia usando una valuta svalutata. Se tre pareggi nel 1973 equivalevano a una vittoria e un pareggio (3 punti su 4 disponibili), nel 2026 tre pareggi pesano esattamente quanto una singola vittoria (3 punti su 9 disponibili). È un lentissimo dissanguamento: un record di resilienza che produce una classifica anemica.

Il verdetto
La gestione Dossena ha il merito di aver dato un'anima d'acciaio a una squadra che, in altri contesti, sarebbe potuta naufragare. Ma la "pareggite" è una patologia che consuma tempo e occasioni. Attualmente all'11° posto, ai margini della zona playoff, il Novara dimostra che il punto sistematico garantisce la continuità, ma non la serenità.

Mentre le "schiacciassassi" del campionato viaggiano a medie prossime ai 2.5 punti a partita trasformando i pareggi in vittorie, il Novara resta prigioniero della propria solidità. Se non troverà la forza di alzare il coefficiente di rischio negli ultimi venti metri, il record storico di pareggi potrebbe diventare l'unico trofeo di una stagione vissuta pericolosamente sul filo del rasoio. Il raggiungimento degli obiettivi stagionali passa per la vittoria; il pareggio, arrivati a marzo, è solo un passo verso il nulla di fatto.

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