Torna Marino: "Al netto degli addii, son certo che la Triestina mi metterà nelle migliori condizioni"
"Prima di tutto volevo ringraziare il club e il direttore per la fiducia, e con loro tutte le persone che lavorano qui, a partire dai magazzinieri, perché mi hanno riaccolto al meglio e mi hanno di nuovo fatto sentire a casa": così, come riferiscono i canali ufficiali del club, mister Geppino Marino, tornato a guidare la Triestina dopo l'esonero di Attilio Tesser.
Il trainer ha poi proseguito: "La situazione è sicuramente diversa rispetto a quando ci eravamo lasciati a fine ottobre, i numeri parlano ed è peggiorata. L'input che ci deve essere è lo stesso che avevamo ad agosto, non guardare situazioni esterne e cercare solo di fare più punti possibile: quello che ho detto anche ieri ai ragazzi è che la penalizzazione deve pesare a fine anno, non ci fa partire in ogni gara sotto di tre a zero, e non deve essere un alibi. Le partite si giocano al massimo per novanta minuti fino a fine campionato, poi si fanno i conti. Quando ero qui, nello spogliatoio, mettevo la classifica reale per punti fatti, avevamo e ora ancor di più abbiamo l'obbligo di salvare la Triestina con i punti conquistati sul campo. Se poi pagheremo per una penalizzazione sarà un altro conto. Ma noi abbiamo l'obbligo morale di provare a fare il possibile per cercare ai punti di salvare la squadra, con la massima dignità".
Parlando poi della squadra: "Quanto ai giocatori a disposizione, non ne ho mai fatto una questione di nome. Ionita e Crnigoj sono indubbiamente giocatori con un determinato curriculum e conseguente peso, ma credo che il club farà il possibile per mettermi nelle condizioni di lavorare bene, anche se secondo me già così la rosa attuale è superiore a più di una squadra del nostro girone. La situazione non mi spaventa e sono convinto che il lavoro alla fine paga sempre, non ho e non abbiamo nulla da perdere rispetto a prima. Il primo obiettivo è di cercare di fare più punti possibile e ci credo fermamente, non sono di certo venuto qui per accompagnare i ragazzi e la città in questo funerale. Vedo che intorno è già stato fatto ed è una cosa che mi fa male, perché la dignità anche della piazza deve essere di combattere fino alla fine nonostante le difficoltà, poi quando arriverà la sentenza ne prenderemo atto".
Conclude: "Tengo comunque a sottolineare che il percorso fatto da mister Tesser non si discute, ho visto tutte le partite ed il gioco espresso è non solo sotto gli occhi miei ma di tutti, dominando la stragrande maggioranza delle volte. Questo rafforza il concetto di avere una rosa che può dire la sua perché l'ha fin qui dimostrato, dando dei piccoli obiettivi per infondere maggiore fiducia nei ragazzi, cercando di invertire questo trend negativo".











