Salernitana, vittoria e polemiche: tifosi contro Capomaggio e Golemic. Arechi deserto
La solita Salernitana. Stavolta con un pizzico di cattiveria agonistica in più, ma con quei limiti che hanno contraddistinto una stagione sin qui molto deludente. Il 2-1 sul Latina, maturato nonostante la doppia inferiorità numerica, è stato caratterizzato da cuore e grinta proprio come chiedeva mister Cosmi, ma anche da tantissimi errori tecnici che hanno portato l’allenatore a definire la Bersagliera “un grande club, non una grande squadra. A Caserta hanno festeggiato moltissimo, ma non è che sia un’impresa batterci”. Insomma, nonostante il successo, il ritorno alla vittoria tra le mura amiche e la possibilità di credere ancora nel conseguimento del secondo posto se oggi il Catania non facesse risultato con la Casertana, viene difficile proiettarsi con fiducia agli spareggi promozione visto che non si denotano progressi. Anzi, l’atteggiamento di alcuni calciatori ha spinto la tifoseria a chiedere provvedimenti esemplari alla società. Ieri Capomaggio è stato espulso dopo pochi minuti per un intervento pericoloso e insensato ai danni del portiere avversario, ingenuità che potrebbe costare più di una giornata di squalifica.
Nella ripresa, in 10 contro 11 ma sul 2-0, Golemic ha rimediato un rosso diretto per un fallaccio a metà campo su un calciatore del Latina lasciando i compagni in 9. “Da gente d’esperienza sono cose che non mi aspetto e che non vanno bene” ha detto Cosmi in sala stampa, “Con l’inferiorità numerica siamo andati in difficoltà e dovevamo correre per due” ha aggiunto De Boer bacchettando implicitamente i compagni. Per fortuna della Salernitana il rientro ottimo di Cabianca e la quinta rete in un mese di Lescano hanno consentito di battere un Latina non pervenuto, in grossa difficoltà e che in doppia superiorità numerica ha segnato soltanto sugli sviluppi di un’azione confusa e forse viziata da un leggero fallo su Matino. A fine gara Cosmi ha esultato sotto la curva, mentre la squadra è stata etichettata in modo poco affettuoso. “Devono accettare la contestazione” la chiosa del mister “la gente ama la maglia, ma ora non si riconosce in loro. Non entro nel merito, so che tanti ambienti si vantano di avere stadi caldi, ma che Salerno è uno dei pochi che fa davvero la differenza. Io mi emoziono, sono un privilegiato e tutti i giocatori devono rendersi conto che giocare per questa piazza è una fortuna. Vanno riconquistati con gli atteggiamenti e non solo con i risultati”. Parole che hanno riscontrato l’approvazione del pubblico.
Certo è che la tensione è alle stelle. Striscioni e cori di protesta all’esterno del campo di allenamento durante la rifinitura, ieri minimo stagionale con appena 1800 paganti e distinti e tribuna deserti, a fine gara battibecco tra alcuni supporters e il tandem Tascone-Faggiano (le offese personali vanno sempre condannate, i calciatori sono anzitutto uomini) mentre non sono mancati cori all’indirizzo del presidente Iervolino. “Guarda come ci hai ridotto”, “Che fine ci hai fatto fare”, “Meritiamo di più” e “Vattene”, tanto per citarne qualcuno. La società in via ufficiale e ufficiosa continua a smentire trattative per la cessione, anche se da tempo circolano nomi di cordate e imprenditori. Di certo c’è che Maurizio Milan sembra essersi defilato, ma che l’amministratore Pagano sta lavorando in prospettiva futura per tenere i conti in ordine. La sensazione è che non ci sia nulla in stato avanzato o di definito.











