Troppe commozioni cerebrali, il portiere Arthur Desmas lascia il calcio a 32 anni
La decisione più difficile. Arthur Desmas ha annunciato la fine della sua carriera professionistica a causa delle conseguenze di numerose commozioni cerebrali subite negli ultimi anni. L’ex portiere di Le Havre e Clermont, cresciuto nel settore giovanile del Brest, ha raccontato a Canal+ di essere stato costretto a fermarsi dopo il parere dei medici: "Non sono nemmeno io a prendere questa decisione, è stato il neurochirurgo a dirmi che, se la situazione non fosse migliorata, avrei dovuto mettere fine alla mia carriera".
Desmas, eletto miglior portiere della Ligue 2 nel 2023 con il Le Havre, non ha dovuto fare i conti soltanto con l’impossibilità di tornare a giocare ad alti livelli, ma anche con problemi nella vita quotidiana. "Ci sono sintomi fisici: mal di testa, dolori cervicali, problemi agli occhi. Ci sono anche difficoltà con la memoria immediata e con la concentrazione. Ma il momento in cui ho capito davvero che c’era un problema è stato quando mio figlio mi ha lanciato una palla: mi sono reso conto che non riuscivo a prenderla e che dovevo andare a sdraiarmi".
Un tema ancora poco affrontato nel calcio
Il portiere francese ha voluto utilizzare la propria esperienza per accendere i riflettori su un argomento ancora poco discusso nel mondo del pallone: "Delle commozioni nel calcio non si parla molto. Non è come negli sport di contatto come rugby o boxe. Secondo me è qualcosa che oggi deve essere messo maggiormente in evidenza".
Dopo una carriera con 96 presenze in Ligue 2 e 66 in Ligue 1, Desmas aveva provato una nuova esperienza all’estero, firmando con l’Al-Duhail in Qatar nel settembre 2025. Ora il calcio giocato finisce, ma la sua battaglia per una maggiore attenzione alla salute dei calciatori continua.






