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Un'icona come nuova capo delegazione: Sara Gama torna a vestire l'Azzurro

Tommaso Maschio
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Tommaso Maschio
venerdì 17 ottobre 2025, 09:00Calcio femminile
17.10.2025 09:00Calcio femminile
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Dopo 140 presenze in 18 anni, quattro Europei – che diventano cinque contando quello vinto con l’Under 19 nel 2008 – e uno storico Mondiale (quello in Francia arrivato dopo un’assenza lunga 20 anni Sara Gama torna in Azzurro. Non certo da calciatrice, ruolo che ha lasciato nel 2025, ma per vestire i panni di capo delegazione della formazione allenata da Andrea Soncin a partire dalle amichevoli di prestigio in programma questo fine ottobre contro Giappone e Brasile.

La Nazionale dunque decide di affidarsi al volto e alla leadership di colei che è probabilmente la calciatrice più influente, in campo e fuori, di questi primi 25 anni del nuovo millennio, colei che si è fatta promotrice di grandi battaglie per ridare dignità e visibilità al movimento femminile e ha trascinato le compagne verso traguardi che sembravano uno sbiadito ricordo degli anni ‘90. Gama, e con lei le sue tante compagne di squadra, ha scritto un capitolo importante del calcio femminile diventando una vera e propria icona del calcio a livello globale, tanto che la Mattel le dedicò una Barbie pochi anni fa.

Ora proverà a fare lo stesso in altre vesti con una squadra che la scorsa estate ha fatto sognare ancora più in grande – con la finale dell’Europeo sfiorata e svanita nei minuti finali contro l’Inghilterra poi campione – dove ritroverà ancora qualche compagna in campo e tante nuove leve cresciute anche nel suo mito e seguendo il suo esempio.

"Accompagnerò questa squadra, questo staff e tutte le persone che lavorano per la Nazionale Italiana Femminile di calcio, affiancandole e supportando il nostro ambiente al meglio delle mie capacità, - ha spiegato Gama sui propri canali social - come ho sempre cercato di fare da giocatrice e ora proverò a continuare a fare da dirigente. Per la nostra maglia Azzurra, sempre".

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Immagine editoriale di Niccolò Ceccarini
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