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Juve: Pogba e Perisic quasi fatta. Di Maria e Acerbi bianconeri. Ora un regista fra Jorginho e Paredes e l’esterno Palmieri. Ha vinto Allegri. Rottura con Bernardeschi. Dybala-Inter incontro a Milano. Milan, frenata per la vendita

Juve: Pogba e Perisic quasi fatta. Di Maria e Acerbi bianconeri. Ora un regista fra Jorginho e Paredes e l’esterno Palmieri. Ha vinto Allegri. Rottura con Bernardeschi. Dybala-Inter incontro a Milano. Milan, frenata per la vendita
© foto di Federico De Luca
venerdì 20 maggio 2022, 07:00Editoriale
di Enzo Bucchioni

Ha vinto Allegri, sta nascendo una Juve più vicina al suo calcio, molto esperta, con giocatori di personalità, pronta per tornare a vincere subito. Del resto questa era l’unica strada per uscire dal clamoroso equivoco nato con il ritorno di Allegri e lo abbiamo scritto mille volte.

Allegri può funzionare solo se gli date una squadra da gestire e non da costruire, se può assemblare gente pronta, possibilmente campioni.

Ma quali giovani? Ma quale gioco? Ma quale spettacolo?

Allegri non ha niente a che spartire con tutte queste storie, le lascia volentieri ad altri per andare al sodo. All’essenza ultima del calcio: vincere.

Ecco così che Agnelli, sconfessando la linea Arrivabene “punteremo sui giovani, nessun fuoco d’artificio”, non potendo investire decine e decine di milioni di euro (deve già pagare Chiesa, Locatelli e Vlahovic), s’è buttato pesantemente sul mercato degli svincolati per trovare gli elementi giusti e funzionali al calcio allegriano.

Di Maria, 34 anni, Perisic 33, Acerbi 34 e Pogba 29 sono i nomi che entro pochi giorni dovrebbero dire sì al nuovo corso bianconero per provare a riportare a casa lo scudetto, ma non solo quello. La Juventus non ha tempo per costruire un nuovo ciclo, non ha i soldi per comprare i campioni giovani come Haaland o altri, quindi gli “anziani ma ancora validi” come si diceva una volta, possono diventare una strada e una manna.

Certo, il progetto diventa usa e getta, non c’è una prospettiva di medio-lungo termine, ma la necessità primaria ora è provare a invertire la tendenza e questi nomi sono sicuramente di grande appeal.

Per Angel Di Maria, come già scritto più volte, la trattativa va avanti da tempo. Il giocatore ha aspettato forse un rilancio del Psg che non è arrivato, anzi ora è rottura traumatica, e nella prossima settimana dovrebbe arrivare la firma con la Juventus. Contratto annuale con un altro come opzione a circa sette milioni a stagione più bonus legati al rendimento. E’ già previsto l’incontro decisivo con Mendes.

Per Paul Pogba, escluso ieri dalla nazionale francese, l’offerta è stata presentata, c’è l’interesse del giocatore, ma la sensazione è che il centrocampista stia ancora aspettando l’ultima mossa del Psg che fino ad ora non era arrivata. I francesi s’erano mossi per primi, non avevano problemi a garantire a Pogba i circa tredici milioni di ingaggio che percepisce oggi dal Manchester, ma poi sono subentrate le perplessità da entrambe le parti.

Pogba ha la sensazione di essere considerato dal Psg uno dei tanti, mentre invece il corteggiamento e le proposte della Juve prevedono il ritorno per il “Polpo” ad essere centrale nel progetto tecnico, ma anche uomo-Juventus a 360 gradi. In questo momento, alla soglia dei trent’anni, a Pogba serve un rilancio delle motivazioni e delle soddisfazioni personali più che dei soldi, ne ha già guadagnati tanti. La riflessione è in atto. I sette-otto proposti dalla Juve con bonus che potrebbero portare il tutto a circa dieci, potrebbero sembrare pochi se paragonati ad altre offerte, ma alla fine forse il progetto bianconero potrebbe essere vincente. Ultime riflessioni, come detto una risposta ufficiale arriverà nelle prossime ore anche se le sensazioni nell’ambiente bianconero sono più che positive. Si racconta anche di una telefonata di Allegri al giocatore e Pogba sa benissimo che l’allenatore che l’ha lanciato giovanissimo ora potrebbe rilanciarlo alla grande.

E’ chiaro che se avesse potuto la Juve avrebbe preso Milinkovic Savic, ma con i settanta-ottanta milioni chiesti da Lotito e cinque anni di contratto a cinque-sei milioni, trattasi di un’operazione troppo onerosa.

Anche Perisic è pronto per il grande salto da Milano a Torino. Il corteggiamento e l’offerta della Juve di quasi due milioni superiore a quella dell’Inter, l’hanno reso orgoglioso e sensibile. Come ha detto in tv di recente, non è piaciuto al croato l’atteggiamento attendista dei nerazzurri e forse anche l’arrivo di Gosens a gennaio. Per correttezza però, prima di firmare per la Juventus, Perisic incontrerà l’Inter per l’ultima volta all’inizio della prossima settimana. L’offerta è fissata fra i quattro e i quattro e mezzo, difficile che l’Inter possa arrivare ai livelli della Juve, ma un tentativo sarà fatto e si potrebbe arrivare a cinque milioni che potrebbe essere comunque un segnale. Vedremo. Comunque Marotta s’è cautelato monitorando Kostic, Parisi e non solo.

L’ultimo imbarcato fra gli “esperti” dalla Juve si chiama Acerbi, centrale della Lazio che Allegri ha avuto al Milan undici anni fa. Non ha fatto una grande stagione, il calcio di Sarri non gli si addice e prendere il posto di Chiellini lo intriga. E’ stato impostato uno scambio Chiellini-Rugani che deve soltanto essere ufficializzato.

Fra tutti questi nomi restano due ruoli palesemente scoperti, il regista e l’esterno sinistro. E’ in programma un viaggio a Londra per Cherubini che vuole valutare da vicino se e come è possibile fare affari con il Chelsea in questo momento di difficoltà con l’addio di Abramovic e la cessione della società. L’idea sarebbe quella di fare un’offerta per Jorginho che vuol tornare in Italia e ha il contratto in scadenza nel 2023. Trenta milioni? Nel pacchetto potrebbe entrare anche Emerson Palmieri, 28 anni, nazionale, ex Roma, che il Chelsea quest’anno ha prestato al Lione.

Per il regista resta aperta anche la pista Paredes con il Psg, affare legato anche al futuro di Kean.

Jorginho è più tecnico e più regista, è il primo della lista di Allegri, ma l’argentino non sarebbe di sicuro una seconda scelta.

Come la vedreste una Juve con un 3-5-1-1, Szczesny; Acerbi, Bonucci, Deligt; Cuadrado, Locatelli (Zakaria), Jorginho, Pogba, Perisic; davanti Chiesa e Vlahovic?

Squadra esperta, non c’è dubbio, ma si comincerebbe a ragionare.

In attesa di capire effettivamente quali saranno i giocatori bianconeri per l’anno prossimo, la svolta c’è stata. L’ultimo addio, quello di Bernardeschi dopo cinque anni e la rottura della trattativa per il rinnovo avvenuta appena ieri, evidenzia la volontà di lasciare andar via gente dall’ingaggio pesante per fare un tesoretto da investire sui nuovi.

E Dybala? L’Inter è sempre in pole-position. La prossima settimana ci sarà un altro incontro a Milano in occasione di un evento benefico. Si vedranno Marotta, il giocatore e il suo procuratore in arrivo nella capitale lombarda. L’offerta dell’Inter è ferma a sei milioni, meno dell’obiettivo dell’argentino. Anche qui, però, come per Pogba, Dybala deve decidere se puntare sui soldi o su un ambiente che lo aspetta per rilanciarlo e dargli le chiavi dell’Inter.

Attorno a Dybala c’erano anche l’Arsenal (più freddo) e l’Atletico che avrebbe così girato Joao Felix al Milan per prendere la Joya, ma l’idea sembra arenata.

Nel frattempo, a proposito di stop, il fondo Elliott proprietario del Milan sta frenando sulla cessione del club.

Si aspetta la certezza dello scudetto e il nuovo posizionamento del brand a livello mondiale che potrebbero far salire il valore e l’appeal. Soprattutto si vuole approfittare della concorrenza nata fra il fondo del Bahrain e quello americano che si sono fatti avanti nelle scorse settimane con proposte concrete e forse Elliott in questo momento ritiene più giusto aspettare per dare al Milan un valore diverso dagli 1,1 miliardi proposti. Se paragonati al valore di altri club, a cominciare dal Chelsea, in effetti sembrano pochi.

Riflessioni in atto.