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Dalla disfatta di Palermo è passato un anno ma ancora non riusciamo a voltare pagina

Dalla disfatta di Palermo è passato un anno ma ancora non riusciamo a voltare paginaTUTTO mercato WEB
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venerdì 24 marzo 2023, 09:46Il corsivo
di Raimondo De Magistris
fonte Dal nostro inviato a Napoli

Il 24 marzo 2022 la nostra Nazionale toccò uno dei punti più bassi della sua storia. Nella gara contro la Macedonia del Nord che, in teoria, doveva essere solo un allenamento prima del vero spareggio contro il Portogallo, gli azzurri si gettarono via. Tanto inutile possesso palla, tanta paura di segnare prima del colpo del ko firmato Aleksandar Trajkovski. In quel di Palermo ci gettammo via e dopo Palermo - dopo aver deciso di non cambiare nulla - il messaggio lanciato fu 'dobbiamo voltare pagina'. Non subito, però. Prima per i campioni d'Europa un'ultima passerella contro l'Argentina, una netta e meritata sconfitta in quel di Londra che confermò la necessità di guardare oltre.

In Nations League a quel punto iniziarono gli esperimenti. Nuovi giocatori, anche un nuovo modulo. Perché se il campionato ci consegna tanti difensori abituati alla difesa a tre è giusto provare anche quel modulo, che è poi il 3-5-2 con cui a San Siro abbiamo battuto l'Inghilterra. Ma soprattutto volti nuovi: la prima grande novità fu Gnonto, poi ne sono arrivate anche altre. Perché è vero che in Serie A giocano sempre meno italiani, ma non è tutto da buttare. Anzi. E Mancini tramite gli stage ha testato realmente tutti. Lanciandosi anche in convocazioni provocatorie come quella di Simone Pafundi: 2006, chiamato a sorpresa e novembre e poi richiamato a marzo dopo soli nove minuti contro l'Udinese in tre mesi. "Prima Pafundi e poi tutti gli altri", ha detto lunedì. Ma poi Pafundi, ieri sera, è andato in tribuna.

E qui torniamo a ieri sera. Si torna a giocare per ciò che davvero conta, era una gara già importante per la qualificazione a Euro 2024. Una qualificazione che, visto l'attuale regolamento, è quasi impossibile da non centrare. Ma mai dire mai e allora l'Inghilterra era già sfida importante per dare un segnale chiaro al nuovo cammino. E chi scende in campo? La squadra che ha vinto l'Europeo, con Mateo Retegui come specchietto per le allodole. Al Maradona per 9/11 c'erano in campo giocatori convocati a Euro 2021, con Retegui e Pellegrini come eccezioni. Ma quest'ultimo, senza infortunio, avrebbe a sua volta fatto parte di quella spedizione. "Non sono giocatori di 36-37 anni, era una partita di livello alto ed è importante avere giocatori abituati a giocare queste partite. Sono giocatori che possono darci ancora tanto", ha detto il commissario tecnico Roberto Mancini al termine del match in riferimento proprio alla scelta di puntare sulla vecchia guardia. Una scelta di comodo, che però non aiuta i nostri ragazzi che devono alzare l'asticella. Perché la Nazionale non fa eccezione quando si dice che i nostri giovani per crescere devono giocare le gare che contano. E poi non era chiaro già un anno fa che bisognava voltare pagina?

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