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Il peccato originale di Benitez all'Everton: la fine annunciata di un tecnico considerato "passato"

Il peccato originale di Benitez all'Everton: la fine annunciata di un tecnico considerato "passato"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Imago/Image Sport
mercoledì 19 gennaio 2022, 16:12Il corsivo
di Gaetano Mocciaro

Da domenica scorsa Rafa Benitez non è più l'allenatore dell'Everton. Lascia la squadra al sedicesimo posto, a +6 dalla zona retrocessione e con inquietante ruolino di marcia da metà ottobre all'ultimo turno: 5 punti nelle ultime 12 partite.

IL PECCATO ORIGINALE - Se in Italia è possibile, quasi normale, vedere tecnici come Antonio Conte passare dalla Juventus all'Inter o Maurizio Sarri dal Napoli alla Juventus, in Inghilterra ancora oggi è raro vedere un manager, il cui nome è indissolubilmente legato al club, passare a guidare una squadra rivale. Certo, ci sono state anche in terra d'Albione le eccezioni, tipo George Graham che ha vinto con l'Arsenal e qualche anno dopo ha guidato il Tottenham, ma sono generalmente casi rari. Lo stesso vale per i giocatori: il Manchester United non venderà mai un giocatore al Liverpool e viceversa. E Rafa Benitez ha il "torto" di essere un uomo-Liverpool: sei anni non si dimenticano, figurarsi se portano in dote una Champions League, la più epica della storia del torneo, peraltro. I tifosi non lo hanno mai accettato sin dal primo momento e sono rimasti fedeli alla linea, rimarcando sempre come la presenza dello spagnolo non fosse affatto gradita.

RISULTATI DISASTROSI - Cinque vittorie, quattro pareggi e dieci sconfitte. Questo il bilancio in Premier League. Eliminazione in Carabao Cup al terzo turno, in FA Cup vittoria ai supplementari con l'Hull, squadra di Championship. Dall'ottava giornata in poi i Toffees hanno vinto una sola partita e dopo l'infortunio di Calvert-Lewin (3 gol nelle prime 3 partite) non è mai stata trovata una soluzione offensiva. Dall'8ª alla 14ª giornata la squadra ha raccolto un punto, ha incassato 4 reti nel derby del Merseyside col Liverpool, ne ha prese 5 a Goodison Park dal Watford. Contro il Norwich nell'ultimo turno la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Prima di sabato scorso i canaries avevano segnato la "bellezza" di 8 reti. A Carrow Road l'Everton era già sotto 2-0 al 18'. Lì è stata sancita la parola "fine". In altre stagioni i Toffees si ritroverebbero a ridosso della zona retrocessione se non proprio nelle ultime tre posizioni. Il pessimo cammino proprio del Norwich, oltre che del Newcastle e del Burnley rendono la situazione meno drammatica.

IL RAPPORTO CON I GIOCATORI - Non idilliaco. L'addio di Digne è il risultato di un rapporto mai decollato col francese, ma anche il resto del gruppo non può dirsi soddisfatto dei metodi dello spagnolo, ritenuto ormai "passato" e i cui metodi di allenamento sono considerati troppo noiosi e comunque non al passo di un calcio che si è evoluto.

IL RUOLO DELLA DIRIGENZA - Le colpe principali sono delle proprietà e della dirigenza chiamata a costruire la squadra. Negli ultimi cinque anni l'Everton ha investito 600 milioni di euro. Negli ultimi sette anni ben 19 giocatori sono stati pagati dai 25 milioni di euro in su. Molti di essi non solo non hanno giustificato la spesa ma si sono rivelati dei veri e propri flop. Con l'importante progetto del nuovo stadio, che sorgerà in un'altra parte della città e che costerà attorno ai 600 milioni di euro è inevitabile che la proprietà abbia stretto i cordoni della borsa per rinforzare la squadra in questa stagione. Certo, ci fosse stata maggior accortezza negli anni passati...

LE TEMPISTICHE E IL SOSTITUTO - L'esonero di Rafa Benitez era già scritto. Semmai, ciò che sorprende di tutta questa vicenda è il quando. Perché a metà gennaio, in pieno calcio mercato e con due acquisti (Patterson e Mykolenko) avallati proprio dal tecnico? È una domanda che in Inghilterra non ha trovato risposta. Ora tocca trovare un sostituto, che sarà il settimo tecnico dell'era Moshiri, magnate che ha preso le redini del club nel 2015. Quattro i nomi in lizza: l'uomo del club Duncan Ferguson, che ha già traghettato la squadra nel 2019 dopo l'esonero di Marco Silva; il figliol prodigo Wayne Rooney, il giovane in cerca di riscatto Frank Lampard o il mago del Brighton, Graham Potter. Buona fortuna a chiunque accetti.

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