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Dino Pagliari, idolo della Fiesole

Dino Pagliari, idolo della FiesoleTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 11:48Nato Oggi...
Redazione TMW
fonte Museo Fiorentina
che intonava: "Lode a te Dino Pagliari"

Il 27 gennaio 1957 nasceva a Macerata Dino Pagliari un calciatore che è stato amato dalla Curva Fiesole più per le sue caratteristiche umane che per quelle tecniche.
Dino fu acquistato dalla Fiorentina nell’estate del 1974. Dopo un anno nelle giovanili venne dato in prestito per due stagioni, prima alla Spal e poi alla Ternana, per completarne il processo di maturazione – così veniva detto all’epoca.
Tornò a Firenze per il campionato 1978-79, in una delle tanti rifondazioni viola, questa volta seguita al disastroso campionato 1977-78 concluso con la salvezza ottenuta all’ultima giornata per migliore differenza reti nei confronti del Genoa. La panchina era stata affidata a Paolo Carosi, allenatore emergente che, dopo aver guidato le giovanili della Lazio dove aveva vissuto prevalentemente la sua carriera da calciatore, l’anno precedente aveva guidato l’Avellino.
Carosi non parve particolarmente contento d’incontrare questo giovane calciatore che si presentava con barba e capelli lunghi, come era normale per la sua generazione. Dino, oltretutto, non gli sembrava un attaccante particolarmente dotato.
La stampa tentò di far nascere un caso, un personaggio su cui scrivere: il contestatore con la maglia viola, il calciatore rivoluzionario, ma lui seppe reagire alla grande sottraendosi da interviste e servizi giornalistici. Pagliari manteneva il proprio modo di essere, i valori e le idee in cui credeva, indipendentemente dal fatto che fosse arrivato a giocare in serie A.

Non era proprio un caso a cui dedicare fiumi di inchiostro, era lui la normalità in un mondo fatto di eccessi e ragionamenti sconclusionati.
A Dino bastarono pochi mesi per conquistare l’affetto della Fiesole. La curva si riconosceva in quel ragazzo che arrivava agli allenamenti con il Ciao, un motorino simbolo di quegli anni e che vestiva e viveva come tutti loro. E in campo Dino si faceva rispettare e lasciava tutte le energie.
A far coppia con lui, nell’attacco viola c’era un altro ragazzo con caratteristiche umane simili e che tecnicamente si completava con lui. Pagliari giocava più largo e di contrasto fisico con i difensori, il centravanti Ezio Sella, invece, un’opportunista da area di rigore.
Era una Fiorentina povera, con Melloni presidente e, dopo la sua morte, Martellini, a cui chiedevamo di non cedere Antognoni, ma eravamo orgogliosi di quella coppia di attaccanti combattenti. E qualche soddisfazione ce la siamo levata insieme, come quel gol di Dino a Torino, colpo di testa e pallone alle spalle di Zoff con la Juve raggiunta.
L’amore della Curva Fiesole veniva ricambiato dall’impegno e dalla passione messa in campo: Lode a te Dino Pagliari!

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