A Napoli è tempo di confronti. Conte al bivio, De Laurentiis ha tracciato la strada
Aurelio De Laurentiis ieri ha assistito dal vivo alla peggior gara disputata in questo campionato dal suo Napoli. Al Maradona contro la Lazio la squadra campione d'Italia che presto lascerà lo scettro all'Inter ha perso 2-0 solo perché Milinkovic-Savic ha vissuto una grande serata. Ha parato un rigore e ha compiuto diversi interventi decisivi. "Dobbiamo far tesoro dopo questa legnata nei denti, bisogna capire il perché e rimettersi a posto, altrimenti sarebbe grave. Siamo stati bravi a tenere botta in un momento di massima difficoltà e questo ci ha permesso di stare qui in zona Champions, ma ora dobbiamo completare il lavoro", ha detto ieri nel post-gara un Antonio Conte che non ha cercato alibi per la sconfitta. E che non ha risposto a De Laurentiis dopo le ultime dichiarazioni rilasciate dal patron dei partenopei direttamente da Los Angeles: "Il presidente può parlare e può dire quello che vuole. Io non rispondo al presidente, dovessi rispondere lo farei in privato senza sbandierare le cose in pubblico e metterle alla mercé di tutti".
Gliele dirà presto, in un faccia a faccia inevitabile. Perché De Laurentiis negli scorsi giorni era stato molto chiaro: non vuole ripetere uno Spalletti bis, ha chiesto immediata chiarezza al suo allenatore: "Antonio Conte è una persona molto seria, ha un contratto e non mi abbandonerà mai all'ultimo minuto perché creerebbe un grosso problema per il Napoli. Se si sacrifica dopo due anni di lavoro per costruire un Napoli fortissimo... è pur sempre una sua creatura. Quindi ucciderebbe il suo bambino, abbandonandolo proprio all'ultimo minuto. Oppure… decide subito e dice 'Vorrei andare'. In tal caso avrei il tempo, tra aprile e maggio, di trovare qualcun altro che lo sostituisca. Altrimenti, non credo che il signor Conte abbandonerà mai il Napoli".
De Laurentiis con quelle dichiarazioni ha messo Conte spalle al muro ed ecco perché in questi giorni è atteso un primo confronto tra le parti. C'è da capire se il manager leccese è intenzionato a proseguire la sua avventura in quel di Napoli oppure no. Se dopo le prossime cinque partite inizierà a lavorare alla stagione che verrà oppure saluterà per poi aspettare altre proposte. Soprattutto quella FIGC che però non potrà esprimersi prima dell'elezione del nuovo presidente in programma il prossimo 22 giugno. De Laurentiis è disposto a liberare il suo allenatore adesso ma non tra due mesi: c'è un futuro da programmare già oggi, soprattutto in caso di cambio di guida tecnica. A Conte la scelta (ma faccia in fretta...)











