Atalanta da sballo, Daniele Fortunato: "Arsenal o Bayern? Se la gioca con entrambe"
Solo l'Atalanta porterà la bandiera italiana agli ottavi di finale di Champions League: la rimonta sul Borussia Dortmund resterà indelebile nella storia della Dea. D'altra parte la Juventus è andata a sua volta vicina a centrare l'impresa nonostante l'inferiorità numerica contro il Galatasaray, ma alla fine si è dovuta arrendere ai supplementari. Daniele Fortunato, ex sia dei bergamaschi che dei bianconeri, ha detto la sua in merito all'ultima serata europea a TuttoMercatoWeb.com.
Un aggettivo per descrivere questa Atalanta?
"Straordinaria. Non c'è niente di più bello che vedere una squadra che forse non vincerà campionato o Champions, ma che ha regalato emozioni uniche dopo tante delusioni dalle squadre italiane. È stato bellissimo, l'Atalanta è sempre nel mio cuore".
Dopo l'inizio difficile di stagione, l'ha stupita cosa sia riuscito a fare fino a qui Palladino?
"Palladino è bravissimo e sta facendo un grande lavoro. Va detto che questa squadra ha la possibilità di fare queste cose. Non per sminuire il tecnico, anzi. Ha tirato fuori dalla squadra i valori che ha, cosa che non stava riuscendo a Juric. Non si arriva agli ottavi di Champions se non si hanno giocatori di valore. Non era facile farlo e Palladino è bravo in questo".
Difficile chiedere chi preferisce fra Arsenal e Bayern Monaco...
"Sì, come si fa a dire se sia meglio una o l'altra? Entrambe prime in campionato, stanno facendo cose straordinarie. Non credo ci sia una rivale meglio dell'altra. Forse il Bayern ha qualcosa in più dell'Arsenal".
L'Atalanta se la gioca, comunque?
"Secondo me se la gioca con tutte e due. Ma come percentuale sarebbe 60-40 con entrambe, l'Atalanta partirebbe sfavorita, ma può sorprendere entrambe".
La Juventus è stata eliminata dopo una grande gara in 10 contro 11. Ne esce rafforzata nonostante l'eliminazione?
"Non credo. Sono partite che non hanno un senso. La Juventus ha subito 7 gol in due partite, giocare ancora in 10 contro 11 in maniera non preventivata. Certo, in inferiorità numerica si è andati vicini a fare un qualcosa di impensato, ma non si può andare avanti a sperare in miracoli. L'Atalanta ne doveva fare 3 al Dortmund, la Juve 4 al Galatasaray, l'Inter 3 al Bodo Glimt. Non si può fare una grande gara, ne servono due di livello in Europa. Così non va bene".
Di Spalletti si è detto molto sul bel lavoro fatto dal suo arrivo. Giusto ripartire da lui anche alla luce degli ultimi risultati meno positivi?
"In Italia cambiano giudizi di partita in partita: vinci e sei bravo, perdi e non lo sei più, ma i valori alla lunga vengono fuori. Questa Juve è una buona squadra, ma penso che se si parla di buona squadra in riferimento alla Juventus, non sia abbastanza. Spalletti è da grande squadra, al di là dei risultati. Per chiamarsi Juve, questa squadra non ha dei valori così importanti".
Lei ha giocato in una Juventus forte: quanti giocatori "da Juve" servono per alzare il livello il prossimo anno?
"Se ti chiami Juventus, Inter o Milan, è importante avere giocatori che ti diano continuità. Guardate Leao: fa bene una partita ogni quattro e per questo penso non sia da grande squadra. Anche i bianconeri hanno bisogno di 4-5 innesti di questo tipo, giocatori che garantiscano un certo livello, forti, continui. In mezzo c'è Locatelli: a volte sembra un grande giocatore, altre meno. Giocatori come lui hanno qualità, ma serve qualcosa in più".











