Un miracolo fatto e uno sfiorato. Atalanta da urlo, Juventus quasi: il calcio italiano dà un segnale dopo la delusione del doppio ko dell'Inter. Spalletti merita il rinnovo a prescindere da tutto, è la dirigenza che dovrebbe essere messa in dubbio
Il mercoledì di Champions League ha ridato speranza al calcio italiano. L'Atalanta ha evitato il disastro assoluto del nostro Paese in Champions League, con una qualificazione agli ottavi frutto di una partita leggendaria giocata con lo spirito di chi sapeva di poter centrare l'impresa, nonostante lo 0-2 dell'andata. L'Italia avrà dunque una rappresentante al prossimo turno, la Dea sarà tra le migliori sedici d'Europa, evitando così un evento che sarebbe stato tanto negativo quanto storico. Nella storia della Champions League, infatti, non è mai accaduto che nessuna italiana approdasse agli ottavi di finale e l'ultima volta senza una nostra squadra a quel punto della competizione è stata nella Coppa dei Campioni 1987/88, quando il Napoli di Maradona fu eliminato dal Real Madrid ai sedicesimi.
Ecco, il pericolo di scrivere una triste pagina di storia è scampato e il segnale dato dall'Atalanta è di quelli importantissimi per tutto il movimento, che per un attimo ha pensato anche di poter riuscire a fare il doppio miracolo, visto che anche la serata dell'Allianz Stadium è stata ricca di mille e più emozioni. Alla fine la Juventus si è dovuta arrendere al Galatasaray ai supplementari, complice l'inferiorità numerica, ma dopo il delirio di Istanbul, con il 5-2 che aveva compromesso la qualificazione, la Juve è stata in grado di reagire e di sognare di poter raggiungere l'Atalanta agli ottavi di finale. A conti fatti l'Inter resta quella che ha deluso di più in Champions League, vista l'eliminazione contro il Bodo/Glimt, più inattesa delle altre.
Un applauso enorme deve essere fatto a Raffaele Palladino, condottiero di un'Atalanta che prima del suo arrivo sembrava essere smarrita. L'ex tecnico della Fiorentina non ha sbagliato praticamente niente e merita di essere presente e futuro del club nerazzurro in panchina. Stessa cosa che, a prescindere da tutto, meriterebbe anche Luciano Spalletti alla Juventus. Sì, perché se è vero che la corsa in campionato si è complicata tantissimo e che l'eliminazione dall'Europa è ormai realtà, non possiamo non considerare il grande lavoro fatto dall'allenatore di Certaldo a Torino, sponda bianconera. Sul suo rinnovo non dovrebbero esserci dubbi, la società non deve fare l'errore di lasciarlo andare via senza puntare su di lui.
Chi invece essere valutato attentamente, prima di prendere decisioni sul futuro, è la dirigenza, ma tutto dipenderà da cosa succederà da qui al prossimo 24 maggio, giorno dell'ultima giornata di campionato. In caso di mancata qualificazione alla prossima Champions League a pagare non dovrebbe essere Spalletti, ma chi ha costruito la squadra, facendo vari errori sul mercato, sia in estate che a gennaio. Lo scorso anno Giuntoli fu esonerato, nonostante il quarto posto e due sessioni di trasferimenti dettate dal miglioramento del bilancio. Il suo compito, quello che il club gli aveva chiesto, fu portato a termine con successo, ma non bastò per la conferma. Ecco, perché quest'anno le cose dovrebbero andare diversamente? A fine stagione lo sapremo. Per il momento a godere è solo l'Atalanta, che ha centrato il miracolo sportivo più importante della stagione delle nostre squadre, sperando che non sia l'ultimo.











