Boniek: “VAR? Meno interviene, meglio è. Il Pallone d’Oro lo darei a Messi”
Zbigniew Boniek, intervenuto a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, ha commentato le prime otto giornate della Serie A: “È un campionato diverso, strano, dove non penso che saranno sempre le solite a giocarsi lo scudetto. Alcune sono in grave ritardo e sarà difficile rialzarsi. La mia analisi è semplice: l’Inter è la squadra più forte, ha più uomini e potenziale. La Lazio finora è stata straordinaria e va elogiata per come gioca. La Roma regge, gioca bene, e poi abbiamo il Como che si sta confermando. Il Frosinone è la sorpresa, gioca un calcio che mi piace vedere: mi diverte”.
Allenatori più giochisti che risultatisti?
“Questo non lo so. Però, con tutti questi impegni, oggi l’allenatore deve saper gestire il gruppo. Al di là del campo e della tattica, stanno con i giocatori più delle rispettive mogli. I calciatori devono avere il piacere di stare con il tecnico, questo aiuta a gestire le squadre. Gattuso è un esempio di allenatore con cui mi sarebbe piaciuto stare: è un uomo vero, semplice, che ti ascolta e non ti mette in testa le sue idee”.
Sta cambiando il calcio anche a livello europeo?
“I numeri dicono che oggi si segna di più. Vuol dire che la gente va con più piacere allo stadio o accende più volentieri la TV. Io spero che arrivino nuovi allenatori come Gasperini e Alvini. Per me Guardiola ha rovinato il calcio, con questo sistema di giocare a pallamano, che va da destra a sinistra e viceversa tenendo sempre la palla. È un calcio che mi annoiava”.
Allegri contro Gasperini: entrambi hanno sprecato un’occasione?
“Chi è rientrato peggio nello spogliatoio è stato il Napoli, con qualche rimpianto dopo una partita del genere. Invece la Roma è tornata rinfrancata, per una partita già persa e su cui Gollini è stato determinante. Il pareggio divide i punti, ma a livello psicologico sono due momenti molto diversi. Basti vedere quello che è successo dopo la partita: ogni tanto pareggiare dopo essere stato in vantaggio ti porta qualche problema”.
Il VAR sta prendendo pezzi per strada?
“Noi dobbiamo pensare a una cosa: il calcio è un gioco di contatto. Si può spostare l’avversario, gli si può dare una spallata. Io divento matto quando vedo un calciatore che prende palla e poi stende l’avversario, e il gioco viene fermato. Tutto è cambiato. Poi è chiaro che il VAR non è un poliziotto che va a cercare situazioni solo per interrompere il gioco: bisogna vedere se i gol sono validi o no, soffermarsi sulle cose importanti. Penso che meno intervenga il VAR e meglio sia. Così decide l’arbitro e non chi non vede e non sente le cose che accadono in campo”.
Malagò in corsa per tornare presidente della Federcalcio, ma spunta la candidatura di Galliani. Cosa significa?
“A prescindere dal fatto che mi sono fatto due risate con questa storia che Malagò non era stato tesserato: secondo me è una cosa che non esiste. È un uomo conosciuto, molto potente e forte. Conosce il calcio, è nel mondo dello sport da tanti anni: mi sembrava ideale come presidente federale. Poi lo ridiventerà, ma è una cosa che mi ha fatto ridere. Verrà rieletto e sarà ancora più forte, penso che la Federcalcio italiana sia in buone mani. Adesso c’è il nome di Galliani: è un altro molto bravo, che il calcio lo conosce veramente. Staremo qui a vedere, io penso che il calcio abbia bisogno di qualche cambiamento, di introdurre nuove regole. Secondo me Malagò è una garanzia, se poi decidono di votare per altri non lo so e non ci voglio entrare”.
Chi vince il Pallone d’Oro?
“Lo darei a Lionel Messi, anche se mi sembra che i favoriti per riceverlo stasera siano altri. Lamine Yamal è fortissimo, straordinario, ma anche molto giovane e può avere ancora un po' di pazienza, dato che nella Spagna campione del mondo ci sono tanti altri giocatori di prima classe. Mbappé e Kane? Per vincere il trofeo bisogna aver vinto qualcosa di straordinario e questo mi sembra che non sia avvenuto, anche se il francese mi piace molto. Quindi io lo darei per l'ennesima volta a Messi, il premio”.






