Caso Bastoni-Kalulu, inibiti Comolli e Chiellini: cosa cambia davvero dopo la sanzione
I provvedimenti sono ufficiali e destinati a far discutere. Da domani scatteranno le inibizioni temporanee per Damien Comolli, fermato fino al 31 marzo 2026, e per Giorgio Chiellini, inibito fino al 27 febbraio. Ma cosa comporta, nel concreto, una sanzione di questo tipo per due tesserati colpiti da stop temporaneo? Lo spiega l'edizione online de La Gazzetta dello Sport.
Il riferimento normativo è l’articolo 9 del Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, che disciplina le sanzioni a carico di dirigenti e tesserati. L’inibizione vieta lo svolgimento di attività in ambito federale, la rappresentanza delle società e la possibilità di ricoprire cariche all’interno degli organi sportivi, indipendentemente dal rapporto di lavoro. In pratica, Comolli e Chiellini dovranno “staccarsi” dalla squadra: niente spogliatoi, niente panchina, niente riunioni con tesserati o agenti sportivi, né partecipazione a organi federali.
Resta però uno spazio operativo limitato. Durante il periodo di inibizione è consentito svolgere attività amministrativa interna alla società e partecipare alle assemblee della lega di appartenenza, esercitando anche il diritto di voto, ma esclusivamente su questioni di natura patrimoniale.
Un altro punto chiave riguarda l’estensione della sanzione oltre i confini nazionali. L’articolo 9 chiarisce che spetta alla Figc, su richiesta dell’organo di giustizia, chiedere l’estensione dell’inibizione in ambito UEFA e FIFA. In questo caso, però, tale richiesta non è stata avanzata. Una differenza sostanziale rispetto al precedente di Fabio Paratici nel 2023, quando l’inibizione fu estesa a livello globale prima dell’appello. Tradotto: Comolli e Chiellini sono fermi sul piano sportivo nazionale, ma non esiste – almeno per ora – un blocco automatico all’estero.











