Con Jimenez il Milan poteva muoversi molto meglio. E poi quella maglia numero 2...
Alex Jimenez nelle ultime ore ha raccontato i motivi che l'hanno spinto lontano dal Milan. In una intervista rilasciata ai microfoni di 'Sky Sport' il terzino destro spagnolo - una delle poche note positive di una stagione 2024/25 decisamente complicata per i colori rossoneri - ha spiegato perché la scorsa estate ha maturato l'idea di andare via da Milano. Da uno dei club più prestigiosi al mondo che gli ha dato la possibilità di giocare partite importanti in prima squadra già all'età di 19 anni. "È il club che mi ha lanciato in prima squadra, che ho amato e che amo. Sono stato molto bene al Milan: non volevo andarmene. Ma quando è iniziata la stagione ho capito che non sarei stato protagonista: ci sono state varie situazioni che non ho apprezzato".
Le cause dell'addio sono state molteplici. La diffusione di un suo messaggio poco carino nei confronti di Allegri la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma non il motivo principale dell'addio. Anche perché il laterale spagnolo ha subito chiesto scusa: "E lui ha accettato le mie scuse", ha detto Jimenez. Per il calciatore scuola Real Madrid il vero motivo dell'addio è da individuare nella scarsa fiducia che ha riposto in lui la società la scorsa estate. Quando doveva costruire la nuova squadra: "Non mi è stata data la responsabilità che pensavo di meritare, dovevano credere di più in me. Vi faccio un esempio. A inizio stagione ho chiesto la maglia numero 2: ci tenevo per la tradizione di grandi terzini. Mi hanno risposto di no: dicevano che non ero pronto, che ero troppo immaturo. Si sbagliavano. Da lì, è vero, ho perso concentrazione e sono arrivato alcune volte in ritardo".
Jimenez è stato ceduto al Bournemouth in prestito oneroso con diritto di riscatto il 1° settembre. Meno di un mese fa, scattate le condizioni per l'obbligo, il club di Premier League ha pagato i 19 milioni di euro necessari per acquistare il suo cartellino. Soldi equamente suddivisi tra Milan e Real Madrid. Il club rossonero, in attesa magari di qualche altro bonus, ha incassato circa 10 milioni di euro per un calciatore che in Inghilterra sta confermando quanto di buono mostrato in Serie A lo scorso anno. Che già oggi vale molto di più e che quasi certamente nel giro di uno-due estati si trasformerà nell'ennesima grande plusvalenza di Tiago Pinto.
L'errore del Milan è stato strategico per diversi motivi. Intanto perché vendere il cartellino di un giocatore giovane che hai in pugno solo per il 50% può rivelarsi un affare solo se lo cedi a cifre clamorose (e non è questo il caso...). Poi perché questo Jimenez, appena ventenne, avrebbe potuto far comodo al Milan ancora per diversi anni senza perdere valore sul mercato. Anzi... Infine proprio la questione della maglia numero due finita sulle spalle di Pervis Estupinan. Sulle spalle di un terzino oggi comprimario di 28 anni costato poco meno di 20 milioni di euro, ovvero quasi il doppio dei soldi incassati dalla cessione di Jimenez. Ma non era meglio tenersi lo spagnolo?











