Cosa succede al Bologna in casa? Due mesi fa l'ultima gioia in A, poi la caduta libera
Il Bologna ha il mal del "Dall'Ara". La sconfitta contro la Fiorentina acuisce una crisi di risultati davanti al proprio pubblico: nelle ultime cinque partite casalinghe, la squadra di Vincenzo Italiano ha ottenuto la miseria di un punto, pareggiando contro il Sassuolo il 28 dicembre. In mezzo quattro sconfitte, contro Cremonese (1-3), Juventus (0-1), Atalanta (0-2) e Fiorentina (1-2). Ultima gioia in confronti interni, quella contro il Napoli il 9 novembre, un 2-0 senza appello che portò Antonio Conte a sbottare in conferenza stampa.
Sembra passato un secolo da quella partita perfetta. Da lì sarebbe arrivato un altro brillante successo a Udine che avrebbe portato a fissare a 9 la striscia positiva di risultati. Con la squadra che si è presentata il 1° dicembre alla sfida contro la Cremonese con la possibilità di portarsi a un punto dal primo posto. E invece fu blackout e da lì le posizioni di vertice hanno iniziato ad allontanarsi sempre più. Bologna tenuto a galla da risultati in trasferta leggermente (ma nemmeno troppo) migliori, perché il successo di Verona di giovedì sera aveva posto fine a un digiuno di quasi due mesi. Una vittoria che si somma ai pareggi sui campi di Lazio e Como.
Stadio di casa che almeno non è un tabù nelle altre competizioni: il Bologna nel frattempo ha travolto il Salisburgo in Europa League e superato il Parma in Coppa Italia. In campionato invece la situazione è precipitata: in attesa di Lazio-Como i rossoblù si trovano all'ottavo posto, fuori dalla zona Europa.
Vincenzo Italiano, entrando nel merito dell'ultima partita, non si riesce a dare una spiegazione: "Non pensavo che potessimo partire in questo modo dopo Como e Verona. Ho riproposto 8/undicesimi di Verona perché avevo visto una grande prestazione e pensavo potessero trascinarci. Ho visto un primo tempo in cui siamo stati troppo lenti, troppo molli, non arrembanti. Mi tengo la reazione: giovedì dovremo ripartire da quella per rimediare. Non dobbiamo deprimerci. Non so darmi una spiegazione del perché abbiamo fatto un primo tempo del genere: forse poco recupero, forse non reggiamo la fatica dopo gare intense".











