"Così gli do altro di cui parlare": polemiche risultatisti e giochisti, Fabregas se la ride
Non è andato proprio giù a Cesc Fabregas che la sconfitta per 3-1 col Milan, nonostante la prova dominante, abbia riservato quasi esclusivamente commenti e paragoni tra lui, il suo gioco e il pugno di mosche raccolto nel confronto con Max Allegri. Ma in seguito alla superiorità mostrata nel faccia a faccia con la Lazio all'Olimpico del suo Como (3-0), si è presentato di fronte ai microfoni di DAZN nel post-partita per commentare con una battuta quanto accaduto.
"Si è parlato tutta la settimana di risultati e gioco, allora mi sono detto: 'Tolgo un attaccante e metto un altro centrocampista'. Così gli do altro di cui parlare". Frecciatina velata alle ricorrenti divisioni proposte dopo il match al Sinigaglia e le due filosofie cozzate tra Fabregas e Allegri, ma questa volta - nuovamente dopo la gara d'andata - il tecnico spagnolo da allievo ha superato il maestro Sarri. Avuto ai tempi del Chelsea, là dove insieme hanno vinto un'Europa League.
Come? Con una lettura della partita e la scelta vincente di non scommettere su una punta pura come Douvikas, ma sorprendendo la Lazio senza dare punti di riferimento in avanti. Anzi, continue rotazioni e movimenti, con tanto di attacchi nello spazio tra Caqueret, Da Cunha, Baturina e Nico Paz. Con Perrone a dirigere l'orchestra, per dare sfogo a una sinfonia unica. E vincente stavolta.











