Union Brescia, respinto il ricorso in appello: resta la sanzione per cori razzisti
Nel corso della sfida fra Union Brescia e Pro patria del 22 febbraio una decina di sostenitori della Curva Nord si resero responsabili di cori discriminatori a sfondo razzista (imitazione di versi di scimmia) nei confronti di un calciatore bustocco. Cori che spinsero il Giudice Sportivo a sanzionare la società lombarda con la sanzione dell’obbligo di disputare una gara casalinga con il settore Curva Nord privo di spettatori (pena sospesa per un anno con effetto aggravante in caso di recidiva), unitamente a un’ammenda di € 1.000,00.
La società del presidente Pasini, oltre a criticare quei cori, decise di presentare un reclamo ufficiale che la Corte Sportiva d'Appello ha pero respinto come si legge nel comunicato pubblicato e che riportiamo di seguito:
"LA CORTE SPORTIVA D’APPELLO II SEZIONE composta dai Sigg.ri: Patrizio Leozappa - Presidente Daniele Cantini - Componente (relatore) Arnaldo Morace Pinelli - Componente Franco Granato - Rappresentante A.I.A. nell'udienza dell'11 marzo 2026, tenutasi in videoconferenza a seguito del reclamo n. 0226/CSA/2025-2026, proposto dalla società Union Brescia S.r.l. in data 02.03.2026 avverso le sanzioni: - obbligo di disputare una gara casalinga con il Settore denominato Curva Nord, privo di spettatori (sanzione sospesa per il periodo di un anno con l'avvertenza che, se durante tale periodo sarà commessa analoga violazione, la sospensione sarà revocata e la sanzione sarà aggiunta a quella inflitta per la nuova violazione); - ammenda di € 1.000,00 inflitta alla reclamante in relazione alla gara Union Brescia/Pro Patria del 22.02.2026; sentito l'Assistente n. 2; ha pronunciato il seguente DISPOSITIVO Respinge il reclamo in epigrafe. Dispone la comunicazione alla parte con Pec".
Questa pronuncia conferma quindi le sanzioni irrogate in primo grado.











