Di Chiara su Parisi: "Cresciuto moltissimo, ma lasciamo stare i paragoni con Robben"
L’ex esterno di Parma e Fiorentina, oltre che della Nazionale, Alberto Di Chiara intervenuto su Radio FirenzeViola ha parlato della situazione dell’esterno Fabiano Parisi che nelle ultime settimane è stato spostato più avanti come ruolo da Paolo Vanoli. Un ruolo che ha portato molti nella piazza toscana a lanciarsi in paragoni arditi con un certo Arjen Robben, un paragone che però non convince l'ex calciatore nonostante l'evidente crescita del terzino: "Parisi è senza dubbio un giocatore in evoluzione sotto questo aspetto, queste soluzioni tattiche avvengono sempre nel momento della disperazione. Per me la situazione di Parisi nello specifico deve essere giudicata da quando è arrivato a Firenze. Questa è la prima volta da quando è nella Fiorentina in cui si può considerare un giocatore, senza esagerare nel giudizio per alcune partite buone, perché ho sentito qualcuno paragonarlo a Robben ed altri grandi giocatori. Lasciando stare queste considerazioni che lasciano il tempo che trovano, Parisi ha una forte personalità e speriamo che continui a giocare in maniera positiva, sfruttando questa fiducia. Il terzino campano in quel nuovo ruolo a piede inverso, riesce sia a puntare l'area di rigore che ad andare sul fondo, sfruttando la sua stazza non molto imponente, perché è molto leggero e allo stesso tempo molto veloce; in questo calcio Parisi è un giocatore con caratteristiche fisiche ideali che gli permettono di saltare l'uomo e creare superiorità numerica per mettere in difficoltà la squadra avversaria. Il giocatore viola sotto questo aspetto è stato un'arma in più, in un momento in cui nessuno se lo sarebbe aspettato, quindi ben venga, perché mi è sembrato un ragazzo serio che ha saputo attendere e lavorare per ottenere questi risultati".
Nella evoluzione di Parisi bisogna dare più meriti al ragazzo per la sua crescita e maturità o a Vanoli per aver avuto l'intuizione di spostarlo in attacco?
"La posizione di Parisi nasce da una scelta quasi disperata, al momento in cui Vanoli ha preso in mano la squadra con una preparazione fisica non eccellente e con molte mancanze negli esterni e secondo me giocare senza esterni nel calcio di oggi non ha senso perché sono giocatori fondamentali per scardinare le difese. Vanoli nella scelta degli esterni offensivi ha avuto l'intuizione di capire il giocatore e di saperlo mettere nel momento opportuno, e Parisi è stato molto bravo a farsi trovare pronto e a non farsi abbattere dopo due anni in cui non era stato utilizzato molto, mostrando una personalità forte e matura in un momento della stagione complicato, perché era prima di uscire dalla zona retrocessione".











