Dybala è la Roma. Equazione preoccupante
Paulo Dybala. Basta la parola. Basta un riscaldamento per infiammare un popolo in cerca spasmodica del proprio eroe per restituire luce ad un’ultima gara dell’anno che rischiava di sprofondare nel buio della crisi per la Roma di Jose Mourinho. È lo steso tecnico portoghese, nella parziale analisi della partita in cui si è prodigato, a dividere la gara in due segmenti definiti: il primo quello senza la Joya che ha visto il Torino grandeggiare e meritare il successo, il secondo quello degli ultimi 20 minuti con l’argentino in campo che ha di fatto acceso le idee e le velleità di grandeur della squadra giallorossa.
Se da una parte è vero che è meritevole per un allenatore rendere una squadra dipendente dal suo miglior giocatore per quanto lo si mette a suo agio nel palesare le qualità, dall’altro va sottolineato che vedere demandate le velleità offensive di un collettivo alle qualità di un singolo che è stato spesso indisponibile è un argomento decisamente preoccupante. La classifica parla chiaro: ben venga questo Dybala, ma la Roma merita decisamente di più.











