Elezioni FIGC, Bedin: "Abete o Malagò? Nei prossimi giorni capiremo. Priorità ai temi"
Paolo Bedin, presidente della Lega Serie B, ha commentato ai media presenti, tra cui TMW, gli incontri con Giancarlo Abete e Giovanni Malagò, potenziali candidati alla presidenza della FIGC: “Abbiamo dato precedenza al metodo. Già dalla prima assemblea ci siamo concentrati sui contenuti, abbiamo stilato un documento sulle priorità, corposo perché le criticità sono tante. Ci sono i giovani, la sostenibilità economico-finanziaria, le riforme. Oggi sono stati due incontri utili per conoscere persone già molto conosciute, ma per permettere a loro di esporre la loro posizione e per esporre loro le esigenze dei club. Penso sia stata una giornata assolutamente utile, non solo per chiarire le idee sul tema federale, ma per approfondire i temi che noi affrontiamo in assemblea e nel consiglio direttivo”.
Da che lato pende la bilancia?
“Non glielo so dire. Adesso investiremo questi due-tre giorni, lo farò personalmente per sentire le venti proprietà: credo sia giusto che ognuno rappresenti le proprie posizioni, poi in qualche caso oggi non erano presenti i presidenti ed è corretto che ci siano due-tre giorni per raccogliere gli orientamenti”.
C’è l’idea di essere compatti e votare un candidato unico?
“È un auspicio. Il voto è individuale, non c’è un posizionamento della componente: è una fase della stagione in cui le componenti sono anche fluide, con promozioni e retrocessioni. Certamente, è un auspicio, come quello che il nostro mondo sappia investire il tempo da oggi al 22 giugno per trovare posizioni comuni per affrontare i temi. Si può fare in anticipo e non solo con l’elezione del presidente federale: la partita non si gioca sul nome, ma sulla capacità del sistema di dare risposte a problematiche che ci sono da tempo”.
Qualcuno parla della litigiosità delle componenti…
“Non al nostro interno, mi sento di dire che all’interno della Serie B non c’è litigiosità. Non mi sento di dire nemmeno che c’è un livello di criticità alto tra le componenti, sono rappresentate in questo periodo storico da persone che si stimano, si conoscono e hanno già iniziato a dialogare. Certo, le ultime vicende impongono un’accelerata e di trovare una via d’uscita veloce”.
Un candidato unico?
“Non mi esprimo. Alzo un po’ il concetto: il mondo del calcio, in questo mese e passa che manca, deve trovare unità non tanto e non solo sulle persone, quanto sui temi e sui contenuti”.











