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Casamonti, l'architetto dell'Arena Kombetare: "Stadio più all'avanguardia d'Europa"

ESCLUSIVA TMW - Casamonti, l'architetto dell'Arena Kombetare: "Stadio più all'avanguardia d'Europa"
mercoledì 25 maggio 2022, 10:00Serie A
di Gaetano Mocciaro

C'è un'anima italiana nell'Arena Kombetare di Tirana, stadio che ospiterà la finale di UEFA Europa Conference League: l'impianto è figlio del progetto dello studio Archea con a capo l'architetto Marco Casamonti. Un gioiello non solo per l'architettura albanese ma europea. Ed è inevitabile, nonché impietoso, il confronto con gli stadi italiani. Inaugurato il 17 novembre 2019 con la partita Albania-Francia, l'Arena Kombetare è stata concepita con l'intento di avere un monumento contemporaneo in grado di valorizzare, attraverso un’infrastruttura dedicata allo sport, l’immagine e il ruolo della capitale albanese.

Si tratta di un intervento di sostituzione edilizia poiché ubicato nella stessa area dove sorgeva l’originale complesso sportivo dedicato all’atletica e al calcio disegnato alla fine degli anni Trenta dall’architetto fiorentino Gherardo Bosio. L’edificio, ad eccezione della struttura monumentale di ingresso della tribuna autorità, è stato completamente demolito e ricostruito con l’obiettivo di creare un impianto capace di soddisfare gli standard UEFA, di realizzare un impianto per il calcio integralmente coperto con annessi servizi, funzioni e attività in grado di far vivere l’edificio tutti i giorni con continuità.

Ai microfoni di Tuttomercatoweb proprio Casamonti ci racconta la sua creatura, non l'unica realizzata a Tirana: "Abbiamo progettato tanti edifici nella capitale albanese - esordisce - come una torre in centro città, nota come Alban Tower, che ci ha permesso di partecipare ad altri concorsi, tra cui lo stadio. La cosa straordinaria è che fra concorso, realizzazione e completamento dell'impianto ci abbiamo impiegato tre anni".

Tempi inattuabili in Italia
"Le dico solo che il periodo medio di realizzazione di un'opera pubblica in Italia si aggira sui 15 anni...".

Su questo argomento ci torneremo dopo. Intanto mi racconta le sue emozioni nel vedere una sua opera ospitare una finale UEFA?
"È una grandissima soddisfazione ma non tanto personale quanto per l'Albania, che raggiunge un grande traguardo dal punto di vista sportivo ma soprattutto mediatico. Il calcio è un grande veicolo di comunicazione e possiamo dire che segna l'ingresso del Paese in Europa, almeno dal punto di vista sportivo. E noi tutto sappiamo quanto l'Albania ambisca ad essere europea. La loro pratica di ingresso nella UE esiste da tanti anni. In più si aggiunge il fatto che ci sia una squadra italiana a giocare la finale e ciò rende questo evento ancor più speciale".

I legami tra Albania e Italia poi sono molteplici
"Tirana ha compiuto da poco 100 anni, è una città giovane e con un impianto urbanistico romano, poiché l'autore è l'italiano Armando Brasini. Per cui basta questo per capire la relazione tra la cultura di Roma e l'Albania. Circa lo stadio, l'Arena Kombetare sorge sulla stessa area del preesistente Qemal Stafa, impianto progettato da Gherardo Bosio, architetto fiorentino".

Particolare la forma dello stadio
"In pianta avevamo un vecchio stadio con la pista di atletica e delle curve convesse. Abbiamo tolto le piste d'atletica, avvicinato le tribune al campo e fatto le curve concave. E nello spazio ricavato abbiamo costruito delle piazze urbane intorno allo stadio. Ci sono inoltre 3 mila colonne dove sono impressi i pattern tipici dei tessuti albanesi e l'impatto alla vista è quello di un grande tappeto, un grande vestito albanese. I colori dominanti sono il rosso e nero che richiamano alla bandiera albanese".

Un vero e proprio gioiello per l'Albania
"Direi che è lo stadio più all'avanguardia d'Europa, un vero e proprio modello per gli impianti nel continente. È stato realizzato da un privato che non ha niente a che vedere col calcio, è circondato da negozi e uffici. C'è una torre dove c'è un albergo. Vive 365 giorni all'anno, produce risorse sia per la città che per la proprietà dell'impianto. È un modello che dovrebbe essere seguito".

Un modello anche di sostenibilità
"Mai come oggi è fondamentale prendere in considerazione questo aspetto. Anziché costruire uno stadio che consuma ettari di suolo è meglio ristrutturarne uno nel centro città dove possiamo andare a piedi, come nel caso dell'Arena Kombetare".

Torniamo al tasto dolente e al paragone con l'Italia. Perché siamo fermi ancora allo Juventus Stadium del 2011 e più di recente alla Dacia Arena?
"Proprio lo stadio di Udine mi piace citarlo in quanto è intervenuto proprio il nostro studio. Detto questo c'è un primo aspetto da considerare ed è relativo alle proprietà: moltissimi stadi sono dei comuni e non delle società. E c'è una sorta di difficoltà a investire sui nuovi impianti perché c'è una dicotomia tra la proprietà dello stadio e chi ha la forza di investire. E poi: che fare dei vecchi stadi?".

Torniamo al discorso della sostenibilità che aveva accennato
"E infatti ribadisco che sia è meglio fare nuovi stadi nelle zone dove già esistono. Come nel caso di Udine e Torino, dove non è stato sprecato suolo".

La burocrazia italiana poi appesantisce tutto
"Ci vorrebbe una legge apposita perché è davvero complicato. Facendo un esempio, a Firenze sono 15 anni che si parla del nuovo stadio: abbiamo un apparato burocratico talmente complesso in maniera di grandi infrastrutture da rendere difficile la realizzazione. Il rapporto pubblico-privato non è fluido, non c'è l'abitudine a lavorare insieme".

A Tirana sì?
"A Tirana si è operato secondo il PPP, ossia il private-public partnership. Pubblico e privato hanno lavorato insieme".

Tornando all'evento: che esperienza devono aspettarsi i tifosi presenti?
"Lo stadio è ispirato a un teatro romano con tre lati, poi tutto è interamente coperto e controsoffittato: la tribuna vicinissima al campo e la partita pertanto godibile in ogni zona. E poi sottolineo l'acustica, direi importante. Che renderà l'esperienza ancor più emozionante. Speriamo di divertirci tutti e soprattutto che ci sia la pace e che i sostenitori diano prova di grande maturità".

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