Fiorentina, la catena fa paura: Commisso quarto presidente della storia viola a morire in carica
Come sottolineato questa mattina dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, la storia della Fiorentina è segnata da una serie di lutti improvvisi che hanno colpito dirigenti e figure simboliche del club, creando una sorta di filo nero che attraversa le epoche.
Il primo episodio risale al 1979, con la morte improvvisa di Rodolfo Melloni, presidente capace e determinato, stroncato da un malore nei giorni dopo una partita di Coppa Italia persa dai viola ad Avellino. Pochi anni dopo, nel 1987, la tragedia di Pier Cesare Baretti, morto a soli 48 anni in un incidente aereo: una passione, quella per il volo, che si trasformò in destino fatale. Nel 1990 toccò a Mario Cecchi Gori, presidente nell’anno amaro della Serie B, colpito da infarto nel suo ufficio romano, salutato da una folla immensa nei funerali che si tennero in Piazza Santa Croce. Ieri, infine, è toccato a Rocco Commisso, scomparso all'età di 76 anni dopo una lunga battaglia con una malattia.
Più recentemente, la scomparsa di Joe Barone ha lasciato un vuoto enorme. Pur non essendo presidente, era l’anima operativa del club e l’uomo di fiducia di Rocco Commisso. Il suo malore, avvenuto nel giorno di Atalanta-Fiorentina, ha segnato profondamente la società. A tutto questo si aggiungono tragedie che hanno scosso il mondo del calcio, come la morte di Davide Astori nel 2018 e il malore di Edoardo Bove, fortunatamente superato. È una catena che fa paura, sottolinea il quotidiano, un accanimento incomprensibile del destino. È una squadra senza pace, con questa terribile, triste e dolorosa sensazione addosso. Sono prove dure, durissime per Firenze e la Fiorentina (QUI il nostro approfondimento).











