Gasperini spiega le frizioni con Palladino. E ricorda: "L'Atalanta voleva rinnovarmi il contratto"
Nella conferenza stampa odierna del tecnico della Roma Gian Piero Gasperini, il tecnico giallorosso si è fermato a lungo anche sull'Atalanta e sul suo tecnico Raffaele Palladino:
Cosa pensa dell'Atalanta di oggi? C'è stata qualche frizione all'andata?
"Raffaele lo conosco da quando ha 17 anni, lo vidi in Serie C, poi l'ho allenato in Primavera e poi al Genoa. E da quando ha iniziato a fare il tecnico è venuto spesso a Bergamo. Credo i essere stato un riferimento per lui, ma le tensioni di gara sono normali. Poi quando finisce la partita è diverso. E' giusto sia così. L'agonismo è fatto anche di queste situazioni ma deve rientrare tutto nelle leggi dello sport.
Ho lasciato la Champions, sono venuto via che avevo ancora un anno, con una società che voleva assolutamente prolungare. Ma io consideravo chiuso il ciclo, ritenevo non fosse possibile fare da parte mia di più di quanto fatto. Avrei rispettato il contratto, ma non avrei rinnovato. Sono venuto a Roma perché ho visto una possibilità straordinaria e sono contento della scelta fatta. E' stata una storia lunga 9 anni, prima ero stato 8 a Genova, quindi forse non sono una persona così brutta… Certo in 9 anni magari ci sono punti di vista diversi, ma sempre nei limiti. Succedono anche fra marito e moglie, in tanti anni ci sono 4-5 episodi di scontro ma anche 50 o 150 positivi. Ho fatto questa scelta e sono contento di averla fatta: la proprietà non era più Antonio Percassi, la considerazione sull'allenatore non era più la stessa… Constatato questo ho scelto di cambiare, ma solo dopo la fine del campionato quando la società mi ha dato la possibilità di trattare con un'altra squadra, altrimenti sarei andato avanti".











