Il Barcellona ha cambiato la testa dell'Inter: una settimana fa non avrebbe battuto il Sassuolo
Una curva dietro l'altra, alla fine è arrivata la svolta? È la domanda di casa all'Inter, in una stagione che sembra una scalata in mezzo ai tornanti, un Pordoi in mezzo a quel Giro d'Italia che è la caccia allo scudetto della seconda stella. Più che di volate, la squadra di Simone Inzaghi ha da lanciare il recupero su chi è scappato in avanti, su se stessa che è rimasta indietro e guarda molti dal basso in alto. Col Sassuolo, è arrivata un altro mattone, piccolo ma non tanto piccolo, nella ricostruzione che a un certo punto si è resa necessaria dal nono posto in classifica, il fondo oltre il quale si poteva solo risalire. La seconda vittoria in trasferta, un altro passaggio cruciale per sbloccarsi, quasi due mesi dopo quella di La Spezia, quando ci si immaginava ben altro dall'annata interista.
Una settimana fa, cosa sarebbe successo? Coi se, in questo caso per fortuna dell'Inter, non si va molto lontano. Ma interrogarsi non è inutile esercizio di stile. La sensazione è che il successo sul Barcellona abbia cambiato qualcosa. Nelle più solide dinamiche difensive, non ancora in quelle offensive, ma soprattutto nella testa dei giocatori di Inzaghi. C'è un a.B. e un d.B.: avanti Barça e dopo Barça. Prima di aver superato Xavi e la sua indignazione, i nerazzurri avrebbero probabilmente mollato, magari inconsciamente, sull'1-1 di Frattesi al Mapei. È successo tante volte in questa stagione, in più di un'occasione alla fine è addirittura arrivata la sconfitta. Ieri pomeriggio, sotto il sole e sotto i riflettori di Reggio Emilia, è arrivata invece una reazione. Non rabbiosa, non bellissima, non convincente fino in fondo. Ma da tre punti e al momento è solo questo che conta. Se non è ancora guarita, l'Inter è in guarigione e forse battere i catalani ha davvero portato allo scatto mentale di cui c'era bisogno.






