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Inter, addio Champions League. Il Bodo Glimt espugna San Siro e vola agli ottavi

Inter, addio Champions League. Il Bodo Glimt espugna San Siro e vola agli ottaviTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 07:00Serie A
Bruno Cadelli

Nella serata in cui si alza il sipario sul Festival di Sanremo, l’Inter esce dalla Champions League passando dalla porta di servizio, incapace di rimontare il Bodo Glimt dei miracoli, meritatamente agli ottavi di finale e corsaro anche a Milano. La personificazione della squadra di Chivu nella serata del Meazza potrebbe essere Il meglio di me, brano portato sul palco dell’Ariston da un interista doc come Francesco Renga. L’Inter ha dato tutto, vero, ma non è bastato contro i ragazzi terribili di Knutsen, sostenuti da oltre tremila supporter volati dai fiordi di Norvegia fino all’ombra della Madonnina. A San Siro finisce 1-2 e no, non è stata una Magica favola per i nerazzurri, giusto per citare anche l’esibizione di Arisa.

L’Inter può recriminare per quanto accaduto all’andata, soprattutto in quei minuti di ordinaria follia nel secondo tempo, ma anche per la scarsa concretezza sotto porta mostrata ieri sera, con l’aggiunta di una frenesia non degna di una squadra che avrebbe dovuto e potuto mostrare maggiore spessore. Il Bodo Glimt al contrario ha retto nel primo tempo e colpito sul più bello nella ripresa. Ha aperto le marcature Hauge - sfruttando un errore marchiano di Akanji su pressione di Blomberg- poi è arrivato il raddoppio di Evjan, letale nel concludere un contropiede su assist dell’ex rossonero. Inutile la rete di Bastoni, utile soprattutto al difensore nerazzurro per provare a dimenticare il ronzio di polemiche post derby d’Italia.

Proprio la partita con la Juventus ha aperto per l’Inter la settimana da incubo europea, lasciando nel cassetto i sogni cullati l’anno scorso con Simone Inzaghi. Dopo due finali di Champions League negli ultimi tre anni, la Coppa dei Campioni in queste ultime partite è stata un incubo: le avvisagli più sinistre erano arrivate contro Atletico Madrid, Liverpool e Arsenal. Illusoria la vittoria di Dortmund, perché la doppia sfida con il Bodo ha mostrato il lato ancora fragile della squadra di Chivu. I nerazzurri tiranneggiano in campionato ma il rischio più grande è un contraccolpo psicologico, anche se il vantaggio di dieci punti sul Milan è un cuscino sul quale provare a riposare per ripartire. Il campo, come sempre, ha emesso il suo verdetto più severo. Per quanto visto nelle ultime partite i nerazzurri non meritano di sedere tra le top 16 d’Europa. I galloni di doppia finalista sono arrugginiti. La Serie A servirà a lucidare il presente, per osservare il futuro.

La partita - Chivu lancia l’Inter d’assalto co Frattesi titolare e al terzo minuto c’è il primo squillo con Pio Esposito, il cui colpo di testa finisce alto sulla traversa. Al 12’ Dimarco scalda i guanti di Haikin e sul calcio d’angolo seguente è ancora più clamoroso il salvataggio di Bjortuft sulla torsione di testa di Frattesi. La morsa della squadra di Chivu cresce con il passare dei minuti e anche Thuram sfiora il gol, ma il suo destro fulminante viene deviato da Gundersen in scivolata. Il Bodo bivacca senza tanta convinzione quando arriva sulla trequarti, ma rispetto all’andata gioca in maniera molto più elementare ad inizio azione, cercando di limitare gli errori in uscita palla. I nerazzurri mordono senza sbranare, anche con Bastoni la cui torsione di testa al 24’ - non così impossibile - finisce alta sulla traversa. Tre occasioni nitide non fanno un gol, nemmeno quando Frattesi di testa impegna ancora Haikin, reattivo sul suo palo a negare il vantaggio. L’unica occasione norvegese arriva al 35’, con il colpo di testa di Evjen parato in due tempi da Sommer, mai veramente impegnato durante tutto il primo tempo.

Bodo letale - Nella ripresa l’Inter continua la caccia al gol come uno squalo del reef: ci prova Dimarco su punizione, poi ancora Pio Esposito e infine Thuram, murato provvidenzialmente da Bjortuft, tra i migliori in campo nel Bodo Glimt. La Champions League però non perdona e sulla dormita di Akanji, arriva il vantaggio del Bodo ancora con Hauge, già mattatore all’andata. Sommer respinge il tiro di Blomberg ma non può nulla sul tap-in dell’ex Milan, alla prima vera grande occasione del match. Tra i nerazzurri e la rimonta si è messa di traverso anche la Stupida sfortuna cantata da Fulminacci, quando Akanji sfiora il pari e il riscatto colpendo un palo clamoroso. Gli spazi si aprono e i fulmini di Norvegia raddoppiano al 27’ con Evjan, chirurgico nel trovare l’angolino alla destra di Sommer su imbeccata perfetta di Hauge. Il sussulto di orgoglio nerazzurro arriva con Bastoni, l’uomo più chiacchierato delle ultime settimane, con una zampata oltre la linea di porta in una tonnara d’area di rigore. Il resto della gara sono affanni e sospiri nerazzurri, battimani e olé dei tifosi norvegesi, nell’elites Europea insieme ai primi della classe.

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