Condò: "Scudetto numero 21 il più ricco di contenuti mentali. Bastoni l'unico errore dell'anno"
Paolo Condò, nella sua analisi dello Scudetto nerazzurro ha parlato di come l'Inter sia arrivata ad un dominio come quello messo in evidenza in questa stagione: "Nelle sei stagioni degli anni '20 l’Inter ha vinto tre scudetti ed è arrivata a due finali di Champions. L’ha fatto con tre allenatori diversi alla guida di un gruppo stabile, costruito, mantenuto e rinfrescato nel tempo dal lavoro certosino di una tecnostruttura, che è il modo in cui l’economista John Kenneth Galbraith definì a fine anni '60 la squadra di manager deputata a pianificare lo sviluppo di un’impresa indipendentemente dai suoi proprietari", si legge sul Corriere della Sera.
Lo scudetto numero 21, terzo di questo ciclo, è il più ricco di contenuti mentali, spiega Condò, perché viene dopo una stagione di confine, un flirt con la gloria assoluta concluso nell’abisso di tre sconfitte — una orrenda — e dunque inevitabile pensiero di pietra nello spogliatoio. Chivu ha saputo gestire gli ego feriti dal k.o. di Monaco e dal ticchettio di un orologio che ha alzato ancora un’età media già elevata.
Occhi sul futuro
Per riprendere il filo delle ambizioni europee, bruscamente interrotte col Bodo, e per sfruttare ancora il prime di un Lautaro gran capitano dentro e fuori dal campo, Chivu dovrà ricevere gli uomini con i quali cambiare l’Inter. Innovarla, ringiovanirla, evolverla. E poi dovrà decidere cosa fare con Bastoni, che ha rappresentato l’unico errore dell’anno, ed è stato un errore collettivo: del giocatore in campo, e dell’ambiente che ha dimostrato di non conoscere la legge dei social.











