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Inter-Juventus 2-1, Supercoppa a Inzaghi. Le pagelle: Sanchez decide, A. Sandro male

Inter-Juventus 2-1, Supercoppa a Inzaghi. Le pagelle: Sanchez decide, A. Sandro maleTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
giovedì 13 gennaio 2022, 06:34Serie A
di Ivan Cardia
fonte Inviato a San Siro

INTER-JUVENTUS 2-1
(35’ Martinez, 120’ Sanchez; 25’ McKennie)

INTER

Handanovic 5,5 - Poco se non nulla sollecitato nel primo tempo, non può granché su McKennie. Qualche incertezza qui e lì, pane quotidiano di questi tempi.

Skriniar 6,5 - Attenti che morde. Anche se il primo gol arriva da un cross nato dalle sue parti, da lì in poi appende il cartello che recita: circolare al largo.

De Vrij 5,5 - Meno convincente del solito. Soffre più gli arrivi da dietro che la mobilità di Morata. Stringe i denti nonostante un problema alla coscia.

Bastoni 6 - Legge male il terzo tempo di McKennie, poi fa di tutto per far dimenticare quella sbavatura. Anche in una finale conferma di aver tutto per poter essere considerato il miglior difensore italiano dei prossimi anni.

Dumfries 6 - Scavicchia ma non apre la fascia mancina della difesa della Juve. Sua la miglior occasione del secondo tempo, affonda soltanto a tratti. (Dall’89’ Darmian 6,5 - L’uomo dei momenti decisivi. C’è il suo zampino, nel gol vittoria).

Barella 6,5 - Sprazzi del campione che è, in una partita nella quale il centrocampo nerazzurro non ha dominato un reparto nettamente inferiore. (Dall’89’ Vidal 6 - Fischiatissimo, combatte il suo passato senza risparmiarsi).

Brozovic 5,5 - Ha di nuovo Kulusevski alle calcagna, solo che questa volta è lui ad andare in difficoltà sulle imbucate dello svedese, specie a inizio gara. Col tempo gli prende le misure, e l’Inter cresce.

Calhanoglu 6 - Sembra nascondersi nelle pieghe della gara, poi le statistiche raccontano che già al 90’ ha superato quota cento palloni toccati. Presenza tatticamente anche preziosa, ma senza acuti.

Perisic 6,5 - Parte bene, poi sonnecchia, poi si sveglia. Come quasi tutta l’Inter: non da bocciare, ma da quelle parti avrebbe potuto fare molto più male al proprio dirimpettaio. (Dal 100’ Dimarco 6 - Una certezza sulla sinistra e per Inzaghi).

Dzeko 6,5 - Pronti via, svetta ma non colpisce. Si conquista il rigore e mette in difficoltà la coppia difensiva bianconera. (Dal 75’ Correa 6,5 - Lesto come un gatto, fa nascere l’azione del 2-1).

Lautaro 6,5 - A San Siro contro la Juve è una sentenza. Freddo dagli undici metri: per il resto qualche tacco e qualche sollazzo. Segna, ma potrebbe pungere di più. (Dal 75’ Sanchez 7 - Sembra tornato il Nino Maravilla. Tocchi e pericoli, ma soprattuto la rete nel finale. L’ultimo a mollare, il primo a far felice San Siro in questa stagione).

Inzaghi 6,5 - Non c’è due senza tre, stende ancora la Juventus in finale. Fatica all’inizio a prenderle le misure, poi la sua Inter fila a velocità di crociera. Primo trofeo da allenatore nerazzurro: è soltanto l’antipasto.

JUVENTUS

Perin 6,5 - Provate a parare quel rigore lì. Freddato da Lautaro, mette la manona su Dumfries e gli nega il gol. È vaccinato per sfide così, e non solo. Il gol di Sanchez lo lascia senza possibilità di replica.

De Sciglio 5 - Alti e bassi: oggi più i secondi. Viene dal gol di Roma, si addormenta e stende Dzeko che da lì non poteva creare pericoli.

Rugani 6 - Pronti via, il cigno di Sarajevo gli vola in testa. In qualche modo gli prende le misure: dietro la Juve sbanda poco.

Chiellini 6,5 - Rischia su Barella: Doveri lo grazia, i dubbi restano. Archiviata la moviola, la sua prova è da zero. Cioè il numero di errori che commette. Alla fine, beffato dal compagno.

Alex Sandro 4 - Un giorno, la Juve comprò un terzino brasiliano: classe e spinta, con buona fase difensiva. Un altro giorno, diventò in qualche modo normale che oltre il compitino non potesse andare. Errore pesantissimo al 120’.

Locatelli 5,5 - Gli tocca fare più legna che altro. Soltanto cinquanta tocchi di palla: non è lui a dettare il ritmo della partita. (Dal 91’ Bentancur 6 - Non cambia la gara, ma almeno entra con voglia).

Rabiot 5 - Un brivido lungo la schiena di Allegri e sottoposti quando rischia l’autogol con una goffa zuccata. Adrien, fa’ qualcosa da Juve.

Bernardeschi 6,5 - Chi l’avrebbe detto, qualche mese fa, che mentalmente sarebbe toccato a lui mettersi la squadra sulle spalle? Errori e giocate, ma è tra i leader in questo momento. (Dal 79’ Arthur 5,5 - Il solito copione: tocchi e tocchetti, servirebbe altro).

Kulusevski 6 - Senza Chiesa, è chiamato a dare delle risposte. Le offre, francobollando Brozovic ma anche con discreti accenni di strappo. Restano accenni, ma gli valgono gli applausi dei tifosi bianconeri a Torino. (Dal 74’ Dybala 6,5 - Sembra avere una idea molto chiara, estremamente lucida, di cosa voglia dire avere il 10 della Juventus sulle spalle).

McKennie 6,5 - Un po’ interno, un po’ trequarti, in avvio è la mossa tattica di Allegri che l’Inter non riesce a leggere. Un alohomora e sblocca la partita. Non sappiamo come si traduca garra nello slang texano, ma ce la mette.

Morata 5 - Tanti movimenti, poca resa. Meglio a gara in corso, mettiamola così. Deve portare la croce e impugnare il fioretto, è vero. Però così non può bastare da qui a fine stagione. (Dall’89’ Kean 5 - Non meglio del compagno).

Allegri 6 - A corto di uomini, tira fuori le idee. McKennie è una bella trovata, Dybala entra tardi ma ci sta nell’ottica dei supplementari. La Juve gioca male, ma non è una novità. Lui, l’uomo degli individualismi, viene tradito da un singolo: emblematico.

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