Inter-Lecce 1-0, le pagelle: Lautaro Martinez e Pio Esposito fanno cambiare la partita a Chivu
L'Inter si impone 1-0 nel match contro il Lecce, recupero della 16^ giornata della Serie A 2025/26. Decisivo nella sfida del Meazza il gol messo a segno al 78' da Pio Esposito.
LE PAGELLE DELL'INTER (di Dimitri Conti)
Sommer 6 - Passa il primo tempo da spettatore aggiunto e non pagante. Unico brivido quando Sottil prova a sorprenderlo da lontano. Nella ripresa allunga la mano e ferma Siebert.
Akanji 6 - Sembrava poter riposare, ma Chivu opta per non rinunciarci neanche questa volta. Reduce dal duello da incubo contro Hojlund, la serata di San Siro è priva di veri problemi.
Acerbi 6,5 - Per uno della sua età, riuscire a rispondere presente anche giocando poco è tutt'altro che scontato. Lui invece lo fa, disinvolto come da sua nuova versione veterana.
Bastoni 6 - Non capita di rado vederlo scambiarsi di posto con Carlos Augusto e andare a fare la fascia in fase di costruzione. Bravo dietro, meno preciso del solito col pallone.
Diouf 5,5 - All'undicesima partita, anche Luis Henrique riposa. E senza Dumfries, l'unica alternativa è lui. Primo tempo timido, a inizio ripresa calcia poco convinto. Dopo, va fuori.
Dal 57' Luis Henrique 6 - Nei piani doveva essere 'solo' il vice Dumfries, oggi è talmente irrinunciabile che Chivu lo fa alzare tra i primi. La fascia riceve maggior brio, con lui.
Barella 6 - In avvio di partita si segnala più che altro per gli intensi colloqui con Chivu e la panchina. Non spicca, ma stava comunque per segnare a inizio ripresa. Quindi rifiata.
Dal 57' Frattesi 6 - Forse per dare un messaggio in chiave mercato, forse perché gli serviva davvero, Chivu lo sceglie come primo cambio a centrocampo. Lotta, è solo un po' frenetico.
Zielinski 6,5 - Meno appariscente rispetto ad altre sue recenti uscite in nerazzurro, il fatto che Chivu lo tenga dentro fino in fondo è però un segno di quanto incida in questa Inter.
Mkhitaryan 5,5 - Non è nel picco di forma dei momenti migliori, ma nel primo tempo è comunque tra i più intraprendenti dei suoi. Peccato che però difetti troppo nella precisione.
Dal 72' Lautaro Martinez 6,5 - Il capitano si alza dalla panchina e l'Inter passa 3-4-3. Neanche cinque minuti dopo il suo ingresso, propizia il gol decisivo di Pio Esposito.
Carlos Augusto 6 - La sua interpretazione del ruolo di cursore mancino è più ordinata rispetto a Dimarco, ma non gli impedisce di affacciarsi avanti quando può. Dietro non balla.
Thuram 5,5 - A sorpresa è il primo ammonito del match, l'unico del primo tempo: forse non era rigore, ma nemmeno simulazione. Meglio nel secondo tempo, sarà però poco pericoloso.
Dall'87' Sucic sv.
Bonny 5,5 - Fino all'intervallo solo lui tira in porta, vedendosi togliere un 'rigorino' dal VAR a metà primo tempo. Partito benino, finisce con lo spegnersi fino a che non esce.
Dal 57' Esposito 7 - Per poco non manda il Lecce in porta un quarto d'ora dopo l'ingresso. Per rimediare, quale migliore cosa se non il gol decisivo per il titolo d'inverno?
Cristian Chivu 6,5 - Vede un'occasione buona per fare un po' di turnover e fa rifiatare alcuni dei suoi uomini copertina, su tutti capitan Lautaro. Forse i suoi hanno sottovalutato la difficoltà della sfida, ma l'approccio dell'intero primo tempo interista è molle. Meglio l'ingresso nella ripresa, ma per smuovere le acque non esita a passare al 3-4-3 con tre centravanti tutti insieme. Raccoglie i frutti della coraggiosa mossa, trovando il gol decisivo con il più giovane del trio, concludendo poi la partita col ritorno a un più prudente 3-5-2. Il coraggio non è mai scontato. E ha pagato.
LE PAGELLE DEL LECCE (di Marco Pieracci)
Falcone 6,5 - Riflessi pronti in avvio, reattivo nel distendersi per deviare in corner la conclusione di Bonny. Di puro istinto la parata su Barella, fa quello che può dicendo di no a Lautaro.
Danilo Veiga 6 - Carlos Augusto non è impattante come Dimarco e non lo impensierisce granché nell’uno contro uno, rischia di causare il rigore con Bonny ma il VAR lo assolve.
Siebert 5,5 - Più deciso e risoluto di altre occasioni, bada soprattutto al sodo e va bene così, potrebbe pure segnare: è la sliding door della partita, sfortunata la scivolata nell’azione decisiva.
Tiago Gabriel 6 - Il palcoscenico di San Siro non lo intimorisce: duella con Thuram, aziona la contraerea sui palloni alti. L’ingresso di Pio Esposito gli toglie parecchie certezze, ma regge.
Gallo 6 - Diouf per ora è solo un progetto di esterno, ne restringe il campo d’azione per non farlo galoppare in progressione, riesce a limitarlo. Luis Henrique lo stressa maggiormente.
Gandelman 6 - Lo si attende sulla trequarti, invece parte da mezzala senza far vedere le qualità offensive: movimenti interessanti, da rivedere in altri contesti meno impegnativi.
Dal 69 Kaba 5,5 - Dentro per proteggere il risultato, non entra col piglio giusto.
Coulibaly 6 - Di rientro dalla Coppa d’Africa, serve come il pane vista l’emergenza: fa il vertice basso della mediana macinando chilometri, intercetta diversi palloni.
Maleh 6 - Contribuisce a fare densità in mezzo al campo per ostacolare il palleggio degli avversari, non disdegna la partecipazione allo sviluppo della manovra. Prestazione onesta.
Dall'87' Sala sv.
Pierotti 6 - La prima fuga della partita, soffocata da un fallo tattico di Zielinski. Qualche altra iniziativa in ripartenza, tante rincorse per assicurare la giusta copertura.
Dall'82' N'Dri sv.
Stulic 5,5 - Partita di sacrificio, contro una delle migliori difese del campionato italiano e non solo: Acerbi e Akanji. Lavora di sponda, ma calcia soltanto quando si trova in fuorigioco.
Sottil 5,5 - Invisibile o quasi fino ai titoli di coda del primo tempo, quando per poco non pesca il jolly con l’occasione più nitida: vede Sommer un po’ fuori dai pali, sfiora la genialata, poi scompare.
Dal 69’ Morente 5,5 - Venti minuti senza guizzi, resta lontano dall'area interista.
Eusebio Di Francesco 6 - Fermare la capolista è missione ai confini della realtà, la lista chilometrica di assenti tra infortuni e squalifiche non aiuta ma paradossalmente le energie si moltiplicano. Accarezza la pazza idea di raccogliere un punto pesante, difficile chiedere di più in queste condizioni.











