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Inzaghi contestato, lo strano caso dell'Inter: dribbla meno di (quasi) tutte, ma dribbla meglio

Ivan Cardia
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Ivan Cardia
mercoledì 15 febbraio 2023, 08:30Serie A
15.02.2023 08:30Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

La Curva Nord di San Siro opinionista per un giorno. All'indomani dello zero a zero contro la Sampdoria, la tifoseria dell'Inter ha infatti criticato Simone Inzaghi. "Non sa motivare la squadra contro le piccole", si legge nell'anticipazione della fanzine che sarà distribuita sabato allo stadio, quando gli ultras nerazzurri hanno fatto capire che potrebbe esservi un seguito nella contestazione al tecnico, basata evidentemente su diverse argomentazioni, tattiche e non.

Una scelta curiosa, quella della Curva Nord, specie a poche settimane dalla decisione di non contestare Skriniar. Più che comprensibile, quest'ultima, intendiamoci. Di fatto, però, non sarà contestato un giocatore che aveva promesso di voler essere l'Hamsik interista e invece partirà a zero a fine stagione. Mentre critiche durissime vengono rivolte a un allenatore che ha avuto la "colpa" di pareggiare 0-0 a Marassi. Risultato deludente, per carità, ma forse non proprio una goccia tale da far traboccare il vaso.

Piccola con le piccole? Tra le argomentazioni della curva, come detto, c'è il riferimento alle difficoltà incontrate dall'Inter con le squadre di bassa classifica. È in verità un dato di difficile, se non impossibile lettura. Nella prima parte di campionato, la formazione nerazzurra è stata tutta all'opposto: ha battuto tutte le avversarie di livello inferiore, cedendo il passo nei big match, Champions esclusa. Il 2023 si è aperto invece con i successi su Napoli, Juventus e Milan a cui hanno fatto da contraltare gli stop con Monza, Empoli e appunto Sampdoria. Sembrano due squadre diverse, è la stessa con un rendimento agli opposti: comunque deludente, ma capirne le ragioni diventa missione da aruspici. Un elemento, nella stagione del Biscione, resta però oggettivo.

Saltare l'uomo e cambiare spartito. L'Inter non ha queste qualità. È, ancora, una delle critiche mosse dalla curva a Inzaghi, che peraltro dopo la gara con la Samp ha spiegato di aver pensato alle tre punte a inizio secondo tempo, salvo poi rinunciarvi per timore di perdere ulteriormente le distanze. Che giochi bene o giochi male, che piova o faccia bel tempo, che di fronte ci siano il Barcellona o il Poggibonsi, l'Inter è sempre la stessa: ha un modulo intoccabile, cambi già prevedibili in partenza, un modo di stare in campo che muta quasi mai. Più di tutto, non sembra avere giocatori in grado di spaccare la partita, di saltare l'uomo, di cambiare la storia di una serata con una giocata. Più che di Inzaghi, è un limite della rosa, che sembra difettare di quel tipo di giocatori: persi negli anni Hakimi, Perisic e anche lo stesso Eriksen, non paiono arrivati campioni dell'uno contro uno. I numeri? In parte lo confermano e in parte lasciano il dubbio.

La big che dribbla meno, ma meglio di tutte. In media, l'Inter tenta 20,77 dribbling a partita: è la diciassettesima di Serie A in questa statistica, in una classifica messa in piedi grazie ai dati di Comparisonator. Soltanto Salernitana, Cremonese e Bologna tentano meno dribbling dei nerazzurri. Al primo posto, per la cronaca, c'è il Napoli (30,86 in media a gara), seguito da Udinese e Milan. Il dato migliora leggermente se prendiamo in esame i dribbling riusciti: 12,82 in media a partita per l'Inter, dodicesima di Serie A sotto questo aspetto. Ma a colpire è soprattutto un'altra statistica: ai nerazzurri riesce il 62 per cento dei dribbling tentati, secondo miglior risultato dopo il 63 per cento del Milan (terzo il Napoli al 60%). Il dato migliora se si guardano i dribbling tentati nell'ultimo terzo di campo: all'Inter riesce il 56 per cento, nessuno in A ha una percentuale così alta. Cosa significa? Da un lato, è intuitivo che un numero minore di tentativi possa alzare l'efficienza. Dall'altro, una percentuale così alta potrebbe suggerire di provarci qualche volta in più. Non basterebbe a risolvere tutti i problemi di Inzaghi, ma scoprirsi all'improvviso forti nell'uno contro uno lo aiuterebbe non poco.

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Immagine editoriale di Niccolò Ceccarini
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