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Keita: "Mi sarebbe piaciuto andare al Valencia, ma ora sto a Cagliari e penso solo alla salvezza"

Pierpaolo Matrone
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Pierpaolo Matrone
sabato 12 febbraio 2022, 15:08Serie A
12.02.2022 15:08Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Keita Baldé, attaccante del Cagliari, ha rilasciato un'intervista ad As: "Da gennaio, con la gente che è tornata a popolare lo stadio, vedo un bel clima. Abbiamo cenato insieme, sta andando tutto bene. Sono tutti contenti e questo è una cosa ottima. Bisogna prendere ogni punto possibile, andare sempre alla ricerca del massimo".

Il gol al Sassuolo è stato uno dei migliori dell'anno. Punti al premio Puskas?
"Lo spero, magari riuscirò a segnarne un altro più bello. L'importante è fare gol e che la squadra vinca. Ho segnato anche di testa quest'anno. Tutti dobbiamo dare il massimo e lavorare bene".

Senza Ronaldo il livello della Serie A si è abbassato?
"La Serie A non dipendeva solo da Cristiano Ronaldo. La Juve è sempre stata grande, può ingaggiare calciatori di livello mondiale. C'era Cristiano, domani ce ne sarà un altro, senza mancare di rispetto a nessuno. E' un grande club, come Real Madrid, Barcellona, Bayern... La Serie A è un campionato attraente, ci sono società importanti e sarà sempre un gran campionato. Inoltre stanno tirando fuori giovani molto interessanti".

Ha già giocato in Francia e in Italia. Pensi di poter fare bene anche in altri campionati?
"Non lo so, sono concentrato solo sul Cagliari e la Serie A, campionato in cui mi trovo molto bene, mi sento a casa. Parlando in generale della mia carriera, devo ancora giocare ne LaLiga e in Premier League. Ma, ripeto, oggi la mia testa e il mio cuore sono al 100% sul Cagliari. Abbiamo una missione importante da compiere insieme".

A proposito de LaLiga, come mai è saltato il trasferimento al Valencia?
"Ci sono stati dei contatti, ma non è stato possibile portare a compimento l'operazione a causa di problemi interni nel club spagnolo. Ero eccitato, mi sarebbe piaciuto. Poi Dio ha scelto per me Cagliari e sono felice di lavorare qui, dove anche la mia famiglia è molto felice".

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Immagine editoriale di Enzo Bucchioni
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