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L'omaggio di Franco Ordine a Paolo Ferrario: "Il Ciapina se n’è andato a fari spenti"

L'omaggio di Franco Ordine a Paolo Ferrario: "Il Ciapina se n’è andato a fari spenti"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 10:53Serie A
Paolo Lora Lamia

Franco Ordine, dalle colonne del Corriere dello Sport, ricorda così Paolo Ferrario (ex giocatore e allenatore scomparso in settimana). "All’improvviso e a fari spenti, proprio come gli capitò in carriera da splendido e dotato attaccante, ha chiuso ieri gli occhi Paolo Ferrario, milanese di anagrafe (1/3/1942) e romagnolo di adozione, figura di riferimento del calcio nazionale dove concluse la sua attività di allenatore nel ‘73 a Terni.

Che fosse un talento precoce lo capirono subito quelli del Milan a tal punto da farlo esordire in serie A all’età di 16 anni, pensate un po’ proprio come Gianni Rivera, in un viaggio a Padova non molto fortunato (i rossoneri persero 2-0). Per i giornali dell’epoca e per i tifosi divenne presto il “Ciapina” associando la sua caratteristica di rapinatore dell’area di rigore a quella di Ugo Ciappina, esponente di una famosa banda, la Banda Donegro. Conobbe proprio con il Milan la sua stagione più esaltante nel 64-65 quando Altafini per i dissidi contrattuali con Gipo Viani rimase in Brasile e al suo posto Ciapina centravanti realizzò una striscia di gol esaltante (12 in 20 partite) consentendo al Milan di staccare in classifica addirittura l’Inter di sette lunghezze a fine gennaio (il 31 gennaio di quell’anno l’armata di Moratti e HH perse 3 a 2 col Foggia di Oronzo Pugliese).

Come molti dei campioni di quell’epoca, tutto genio e sregolatezza, il calcio non fu mai in cima ai suoi pensieri: la passione per l’ippica e le scommesse scandirono le sue giornate da vitellone sulle spiaggia della Romagna. Non ha mai coltivato rimpianti nè rimorsi, Paolone si è goduto fino all’ultima goccia di vita. Che la terra gli sia lieve".

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