Lazio, Lotito e il rapporto con Sarri: "A casa mia comando io. Castellanos venduto in estate a 45"
Alla Lazio manca un centrocampista? Claudio Lotito, nella conferenza stampa di presentazione di Kenneth Taylor e Petar Ratkov, ha approfittato della domanda per una digressione sul processo decisionale biancoceleste, e sul rapporto con Maurizio Sarri: “La squadra la fa la società, l'allenatore dà indicazioni tecniche e sulla base di quelle indicazioni scegliamo i giocatori. A casa mia comando io, chiaro? Non comanda nessuno, gli altri sono dipendenti e sono io quello che decide. Altrimenti non siamo una società, a me delle considerazioni e delle battute di Sarri non interessa.
Noi non abbiamo nascosto a nessuno del mercato chiuso, è stato fatto un abuso e nessuno lo sapeva. Ci è stato creato un danno di 90 milioni perché noi Castellanos lo avevamo ceduto in estate a 45 milioni (il Taty è partito a gennaio per circa 29 milioni, ndr). L'allenatore sapeva quale fosse la rosa, poi i giocatori si possono adattare alle necessità dell'allenatore, ma se ce li chiedono tutti vuol dire che valgono. Se ho un problema tecnico e i giocatori non si addicono lo risolviamo. Belahyane ce lo chiedono 3-4 società, non lo stiamo dando perché non abbiamo il sostituto.
Poi guarda caso quando la Lazio va su un giocatore, si scatena la guerra e lo sapete perché succede? Perché noi contattiamo giocatori bravi. Abbiamo contattato i giocatori e se ci rifiutano io non prego nessuno, non sto qui per fare opere pie. Se un giocatore non vuole venire, non viene. Raspadori non è Maradona, lo ripeto. Vedremo cosa farà Ratkov e cosa farà Raspadori. Non contano i nomi, ma la qualità tecnica e se sei un bravo allenatore devi formare queste qualità tecniche. Il resto sono solo chiacchiere. Sarri fa l'allenatore non lo scouting, non è uno sprovveduto e non posso pensare che non conosca un giocatore dell'Ajax o del Salisburgo".











