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Lazio, Sarri: “Champions? Questa città ha poco equilibrio. I mental coach sono fasulli”

LIVE TMW - Lazio, Sarri: “Champions? Questa città ha poco equilibrio. I mental coach sono fasulli”TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
martedì 24 gennaio 2023, 23:47Serie A
di Riccardo Caponetti
fonte Dall’inviato all’Olimpico

Spettacolo biancoceleste all’Olimpico, con la Lazio che si impone per 4-0 sul Milan. Tra poco la conferenza del tecnico Maurizio Sarri.

Inizia la conferenza di Sarri:

Che messaggio lancia la partita di oggi?
“Una conseguenza della disponibilità che tutti i singoli hanno verso il collettivo. Si viene ripagati perché quando la squadra funziona si brilla anche a livello individuale. Lo dico anche a voi, bisogna mantenere equilibrio, questa è una città difficile. Domenica c’è una partita difficile, la vittoria di oggi non ci garantisce di partire 1-0 domenica. Dobbiamo mantenere lo stesso spirito e adrenalina di oggi per le prossime partite: la continuità è ciò che ci manca per fare il salto di qualità. Abbiamo fatto più punti negli scontri diretti, ma ne abbiamo persi tanti in altre occasioni come Genova o con l’Empoli”.

Cosa le ha dato più gusto oggi? Il pubblico urlava il suo nome…
“Più gusto? Ho rivisto le uscite da dietro preparate in questi giorni. Con l’utilizzo dei centrocampisti, palla dentro, palla fuori. Il pubblico lo ringrazio, anche per Reggio Emilia, ci hanno fatto giocare in casa e trasportato alla vittoria. Lo posso solo ringraziare”.

Quante squadre sono più forti della Lazio?
“Ce ne sono alcune che hanno una grande varietà di giocatori offensivi, che possono cambiare le partite in corso. È difficile farlo con i difensori. Alcune squadre hanno in panchina giocatori offensivi di livello. Sotto questo punto di vista hanno qualcosa in più di noi, che dobbiamo pensare a dare il nostro meglio. Non dobbiamo regalare punti come abbiamo fatto spesso”.

Servirebbe un mental coach?
“No perché l’80% dei mental coach sono fasulli. Se devo prendere qualcuno, prendo uno psicologo dello sport, altrimenti che cazz* ci sto a fare io. La nostra problematica è che se, all’interno di una partita sbagliamo 15 minuti, rischiamo di perdere”.

Risultatisti contro giochisti. Le sue squadre quando entrano bene in campo, giocano e vincono.
“Questa distinzione non riesco a capirla. Che vuol dire? Uno pensa a giocare male e vincere? Può succedere una volta, ma alla lunga la vedo difficile fare risultato. A me piace avere una squadra padrona del gioco, che non abbia paura a giocare. Quando facciamo la fase offensiva noi finiamo a 30 metri dalla porta, poi non ci sono schemi fissi. Noi dobbiamo lavorare per idee e lasciare ai giocatori di incidere e decidere nella partita”.

Cosa ha fatto negli ultimi 20 giorni? Da Lecce al Milan…
“Io poco, ho visto fare molto ai giocatori. Negli ultimi 20 giorni ho visto una disponibilità dei giocatori impressionante. L’ho vista molto raramente nella mia carriera. È una situazione che spero prosegua: se siamo tutti a disposizione, il gruppo ripaga anche a livello individuale”.

L’importanza dei giocatori italiani:
“Non lo sono nell’applicazione del mio calcio. Al Napoli e al Chelsea per esempio ce n’erano pochi. Sono importanti però per creare il nocciolo di un gruppo e e per far capire velocemente ai nuovi come funzioni il calcio da noi. Penso ne abbia beneficiato tanto la Juventus per tanti anni. All’estero c’è una visione diversa del calcio”.

È più bravo Sarri ad adattare Felipe Anderson e Mertens come centravanti o loro a reinventarsi?
“Uno scarso te lo inventi difficilmente, rimane così anche se lo sposti di 20 metri. Sono scelte derivanti da una necessità. Loro sono forti e sono stati bravi ad adattarsi. I miei meriti sono il 5%, 95% loro per la tecnica che hanno”.

Finisce la conferenza.