Milan, inchiesta sulla cessione verso l'archiviazione: il 5% a Elliott non riguarda azioni. Il punto
L’inchiesta sulla cessione del Milan a RedBird, aperta dopo l’esposto degli ex soci di minoranza di Blue Skye, si avvia alla conclusione. È di oggi la notizia della richiesta di archiviazione da parte della Procura di Milano, al termine di approfondimenti e rogatorie internazionali che non hanno evidenziato elementi a supporto delle ipotesi iniziali. Il provvedimento di archiviazione arriverà con tutta probabilità la settimana prossima: un’ottima notizia per RedBird, anche perché confermata quanto sia la nuova proprietà che la precedente (Elliott, dove la notizia è stata presa con soddisfazione) avevano sempre sostenuto.
La vicenda, del resto, era già stata seguita dalla Procura FIGC, che aveva chiuso con l’archiviazione. Tra le notizie di oggi, anticipate da La Gazzetta dello Sport, ha fatto un certo rumore il riferimento al presunto 5% in favore di Elliott, che manterrebbe in questo modo un controllo sul club anche dopo l’estinzione del vendor loan, chiuso in maniera integrale nell’ambito del recente rifinanziamento.
Secondo quanto raccolto, però, questa clausola non riguarderebbe in alcun modo una partecipazione azionaria di Elliott nel club. Si tratterebbe, invece, di un warrant - uno strumento finanziario che dà diritto a un ritorno economico in caso di futura cessione - previsto nell’ambito di operazione di vendita del 2022, inserito nel contesto del vendor loan. Di fatto, Elliott non ha equity, azioni, diritti di governance o informativi sul Milan, ma solo un’eventuale partecipazione economica residuale in caso di futura vendita, che peraltro si attiverebbe solo nel caso in cui il Milan venisse in futuro ceduto da RedBird - a oggi unico proprietario del club - a cifre significativamente superiori rispetto agli 1,2 miliardi di euro che portarono al cambio di proprietà quattro anni fa.











