Irlanda-Israele è un caso, McCabe: "Solidali con la Palestina, tutti dovrebbero esserlo"
La sfida fra Irlanda e Israele, valida per la Nations League, è un caso che terrà a lungo banco nel dibattito calcistico dell’isola viste la forte solidarietà espressa dalla popolazione e dalla politica irlandese nei confronti della Palestina in questi due anni di genocidio da parte di Israele. Tecnici, giocatori, presidenti e anche club nel loro complesso si sono infatti espressi per il boicottaggio della partita nonostante la consapevolezza di incorrere in sanzioni e anche nell’esclusione dai tornei UEFA e la partita in programma il prossimo quattro ottobre a Dublino è cerchiata di rosso.
Ma non solo, un recente sondaggio condotto tra i tifosi e le tifose riporta che per il 75,6% degli intervistati la partita non dev'essere giocata, mentre un altro sondaggio svolto tra i calciatori e le calciatrici professionisti del paese ha visto un 63% di contrari al match.
Nei giorni scorsi si è espressa in merito anche la capitana della nazionale femminile dell’Irlanda, e attaccante dell’Arsenal, Katie McCabe che si è detta solidale con il popolo palestinese: “Sappiamo che ciò che sta accadendo a Gaza è sbagliato a livello umano. Tutti in Irlanda sono d'accordo, e credo che chiunque fuori dall'Irlanda dovrebbe esserlo. - ha spiegato la calciatrice classe ‘95 – Dal nostro punto di vista essendo una questione che riguarda la formazione maschile non abbiamo molto da dire, ma siamo assolutamente solidali con la Palestina. So che le mie compagne sono molto sensibili su questo tema, come lo sono io, e così anche per tutto il popolo irlandese”.











