Parma, Circati: "L'infortunio mi ha aiutato. Non vedo l'ora di giocare i Mondiali con l'Australia"
Alessandro Circati, difensore del Parma, ha parlato ai canali ufficiali della società emiliana: "Con mia mamma parlo in italiano, con mio fratello solo inglese. Con mio papà invece mezzo e mezzo. A Parma ho tanti amici non italiani, venendo dall'Australia sei aperto a tante culture, essendo un paese molto giovane non ce n'è una sola. Quando sono arrivato qui, l'inglese mi ha aiutato, anche per parlare con i nuovi, stringerci amicizia e spiegargli com'è stare in Italia".
Prosegue quindi Circati nel racconto della sua storia personale e familiare: "Mio fratello giocava in Australia, io andavo a vederlo agli allenamenti. Non è stata una cosa forzata, ma naturale: giocare è stata una cosa che ho voluto sempre fare io, una scelta fatta perché mi divertivo. Anche mio papà giocava, so che dopo il ritiro è voluto tornare a Perth perché se ne era innamorato".
Il difensore del Parma, almeno stando a quanto racconta, non amava quel ruolo in campo. Spiega appunto Circati: "Da piccolo volevo fare l'esterno, non mi piaceva giocare in difesa ma papà mi ripeteva che avrei dovuto fare il difensore, se volevo fare strada. A 14-15 anni fui messo davanti a un bivio e ho accettato a giocare da difensore centrale. Poi mi sono innamorato del surf, dello snorkeling, quella è una cosa che è molto diversa rispetto all'Italia".
Per Circati poi però è subentrato un grave problema fisico, che lo ha costretto a rimanere fermo ai box per mesi: "Il primo anno in Serie A giocavamo molto bene, ero sopra un'onda. Poi c'è stato l'infortunio, è successo e ho dovuto accettarlo. Lì ti chiedi come ritornerai, c'è chi lo fa al 100% e chi fatica a continuare a giocare. Credo di essere stato molto fortunato a rientrare forte. E in qualche modo mi ha aiutato: ho messo su massa muscolare, mi sono creato il corpo ideale per giocare. Dottore e fisioterapista mi sono stati vicini".
Il centrale del Parma ricorda poi il rientro dopo l'infortunio: "La prima partita era tutto uno sperimentare i movimenti, però mi sono sentito bene, per quanto rimanesse quel punto di domanda. Sentivo di aver aiutato la squadra dopo essere rimasto fuori per tanto tempo. Mi avevano detto che non avrei dovuto giocare, che non c'era fretta e di riposarmi. Poi però eravamo sotto pressione e avevamo degli infortunati, ricordo che il giorno prima Chivu mi chiede come mi sento. Gli ho detto che volevo giocare e lo sapeva, mi risponde che aveva bisogno e che avrei giocato. Siamo una squadra giovane, di ragazzi che vogliono crescere e fare percorsi importanti. Questa è la filosofia e il modo in cui si affrontano le cose qui".
Circati andrà a giocare i Mondiali con l'Australia: "La cosa più bella che un calciatore può fare è rappresentare la nazionale. Al Mondiale, poi… Siamo fortunati tra l'altro che affronteremo gli Stati Uniti a casa loro, sarà molto bello. Da piccolo magari fai dei sogni, ma pensi che non sarà così. E invece piano piano è diventata la realtà: prima c'è stata la Serie A, poi il resto". Il giocatore ha scelto i Kangaroos e non ha aspettato la Nazionale italiana: "Non ho mai parlato con la mia famiglia, mi avevano sempre detto di fare quello che mi sentivo. E così ho fatto. L'emozione più grande è la fascia da capitano, perché al gol non pensi né prima né dopo, a quella sì. I miei ci saranno, mio fratello sta valutando".










