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Presidente FIGC, la Serie A marcia compatta sul nome di Malagò ma il Governo fa muro

Presidente FIGC, la Serie A marcia compatta sul nome di Malagò ma il Governo fa muro TUTTO mercato WEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Niccolò Righi
Oggi alle 09:23Serie A
Niccolò Righi

A soli dieci giorni dal terremoto delle dimissioni di Gabriele Gravina, il calcio italiano si ritrova a un bivio cruciale e in tal senso l’Assemblea della Lega Serie A di oggi non è una semplice riunione, ma il primo atto di una rifondazione urgente, in vista delle elezioni federali del 22 giugno.

Come scrive La Gazzetta dello Sport, la Serie A marcia compatta verso Giovanni Malagò. Una convergenza così rapida ha un peso politico enorme, capace di spostare gli equilibri anche per l'Assocalciatori (20% dei voti) e l'Assoallenatori (10%), che vedono nel profilo sportivo dell’ex numero uno del CONI una garanzia gestionale. Tuttavia, il fronte degli ex calciatori sogna il colpaccio e il nome di Demetrio Albertini resta il più suggestivo, sebbene sfidare un Malagò in pole position richieda un coraggio non comune.

Dall'altra parte della barricata troviamo Giancarlo Abete e la sua Lega Nazionale Dilettanti. Con il 34% dei voti, Abete tenta di sbarrare la strada a Malagò, sponsorizzando una figura interna al sistema. Una mossa rischiosa, considerando la fame di cambiamento di un'Italia reduce da tre flop mondiali. Anche il governo osserva con freddezza l'ascesa di Malagò. Si profila un asse inedito tra il ministro Abodi e Abete, pronti a lanciare nomi di peso in stile Buffon o Baggio per sparigliare le carte. L'obiettivo strategico? Se non si può battere Malagò, si punta a frammentare il voto per impedire il raggiungimento del 51%, trascinando la FIGC verso un nuovo commissariamento.

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