Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

De Laurentiis primo sponsor di Malagò, nel 2023 lo attaccava: "Dovrebbe farsi da parte"

Ivan Cardia
autore
Ivan Cardia
domenica 12 aprile 2026, 22:15Serie A
12.04.2026 22:15Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

“Serve Malagò”. Così Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha indicato nell’ex presidente del CONI il numero giusto per il vertice della FIGC. Un endorsement pubblico, il primo nei confronti di Giovanni Malagò, che ADL confermerà anche domani, nell’assemblea di Lega Calcio Serie A che si aprirà alle 11.30.

De Laurentiis non sarà l’unico: i numeri sono a favore di Malagò, che dovrebbe avere almeno 14 società del massimo campionato a sostenere la sua candidatura. A quel punto, sarebbe “accreditato” per le elezioni - il 22 giugno, ma il termine per il deposito delle candidature è il 13 maggio -, con l’appoggio della Lega di vertice (e soprattutto delle big) dalla sua.

In passato, però, De Laurentiis non ha sempre avuto posizioni allineate a quelle del presidente della Fondazione Milano Cortina 2026. In particolare nel 2023, quando Malagò era ancora alla guida del CONI, il patron del Napoli fu durissimo nei suoi confronti. La questione nasceva dal limite degli extracomunitari, che ADL voleva rialzato: “Siamo l'unico Paese che può fare soltanto due extracomunitari. Sarebbe bello avere un dialogo, dovrebbe essere molto sollecitante. Andrebbe chiesto a Malagò di farsi da parte, visto che il calcio finanzia tutto lo sport italiano. Quindi prendiamoci qualche unità in più, rispettando ancora la Legge Bossi-Fini. Poi non si cambiano mai le leggi, c'è una sovrapposizione che incrosta tutto il meccanismo. I club non possono fare la propria strada perché troppi limiti ti impediscono di fare vera impresa".

Altre notizie Serie A

Immagine editoriale di Tommaso Bonan
Dalla testata di Zidane sono passati vent'anni: nel frattempo, l'Italia cosa ha fatto per il nostro calcio? L'abisso strutturale con la Francia si riflette nei numeri
TMW Podcast
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile