Reginaldo: "Conte mi mise fuori squadra due settimane. Il VAR sta togliendo felicità al calcio"
Intervenuto su Radio TuttoNapoli, la radio del gruppo TMW dedicata al Napoli, Reginaldo ha detto la sua sulla squadra di Antonio Conte, che lo ha allenato a Siena, partendo da Lorenzo Lucca: “Secondo me il ragazzo è valido. Però fare dieci gol all’Udinese e poi ritrovarsi in un club di grande tradizione come il Napoli non è semplice. Se il giocatore non è mentalizzato, può soffrire. Anche perché, oltre a Hojlund, c’era Lukaku prima dell’infortunio: parliamo di attaccanti forti, con personalità. Lucca secondo me sta soffrendo la piazza, perché giocare a Napoli non è facile. Lo stadio ti fa sentire tutto: se fai bene ti dà una spinta incredibile, ma se non segni e non rendi come si aspettano – anche considerando quanto è stato pagato – diventa difficile. Sta soffrendo anche la concorrenza davanti".
Spazio al modo di allenare di Conte: ”È uguale con tutti. Sa che ognuno può dare qualcosa in più e cerca sempre di spronare i giocatori. A volte lo fa anche duramente, come dopo Bologna, quando ha criticato tutti, ma è il suo modo. Si critica anche da solo. In questo momento, nonostante gli infortuni, penso che stia tirando fuori il massimo da ognuno. Aneddoti? Mi ha messo fuori rosa quindici giorni perché pensava non avessi voglia, dopo che ero tornato dal Brasile con venti ore di volo. Il giorno dopo mi fa fare lavoro aerobico pesantissimo, io gli dico che mi sto stirando. Mi risponde: ‘Non me ne frega niente’. Risultato: quindici giorni fuori rosa. Poi rientro, entro in partita e segno subito il 2-1. Da lì è cambiato tutto".
Inevitabile un passaggio su gol annullato a Mazzocchi per fuorigioco nella gara poi finita 0-0 con il Parma: “La regola va seguita, ma il VAR sta togliendo un po’ di felicità al calcio. Prendi il caso della mano di Hojlund la settimana scorsa: la palla gli colpisce il petto, con la mano attaccata al corpo. Come fai a non usare le braccia per proteggerti? O il rigore dato a Buongiorno: come fa un difensore a saltare con le braccia lungo il corpo? Così si toglie naturalezza al gioco. Partite da 107 minuti non esistono. Serve più equilibrio".











