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Roma, Tripi: "Il giorno dell'esordio in prima squadra è stato il più bello della mia vita"

Roma, Tripi: "Il giorno dell'esordio in prima squadra è stato il più bello della mia vita"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Insidefoto/Image Sport
sabato 28 maggio 2022, 19:23Serie A
di Pierpaolo Matrone

Filippo Tripi, centrocampista classe 2002 della Roma, è il protagonista della nuova puntata di Dreaming Roma, sui canali social della società giallorossa: "Questo è uno dei campi più belli della Primavera (Tre Fontane, ndr), entrarci tutte le domeniche da Capitano è una bella responsabilità e una bella cosa. Comunque sono ormai 4 anni che gioco qui ed è bello"

Sui riti con la fascia di capitano
"Sinceramente con la fascia non ce l'ho, ce l'ho più col gagliardetto. Con Manuel Marzocca, primo dirigente che ho avuto nella Roma e l'ultimo che avrò qui: ogni volta prima di andare in campo mi dà il gagliardetto e io gli porto quello dell'altra squadra. Un piccolo rito che mi concentra".

Come è stato essere presi dalla Roma?
"Quando mi hanno detto che la Roma mi aveva preso nei pulcini ero sicuramente molto contento. Io e la mia famiglia non avremmo mai pensato che sarei arrivato a questo punto. L'abbiamo presa come un'opportunità per migliorare a fare ciò che mi piaceva, per divertirmi"

Quando hai capito che potevi fare qualcosa in questo sport?
"Quando persone fuori dalla mia famiglia hanno cominciato ad interessarsi a me, come il procuratore, ho iniziato a capire che potevo fare qualcosa in questo sport. Non ho fatto ancora niente, ma è un buon inizio"

Cosa ha visto la Roma in te?
"Sicuramente qualcosa in me avevano visto, allenandomi tutti i giorni a Trigoria da 10-11 anni sicuramente migliori giorno dopo giorno. Anno dopo anno acquisivo più consapevolezza e prendevo qualcosa da ogni allenatore che ho avuto"

La differenza del settore giovanile della Roma e gli altri?
"Per mia esperienza personale qui prima ti formano come uomo e poi come calciatore. C'è un senso di appartenenza alla maglia molto forte, secondo me più per una cosa di esperienze dentro la Roma: vedi Totti, De Rossi, Florenzi e Pellegrini che hanno tutti un senso di appartenenza forte alla maglia e secondo me è una cosa che volendo o no viene trasmessa ai giovani che sono di Roma e giocano per la maglia che amano".

Com'è allenarsi con la prima squadra?
Quando ti alleni vicino alla prima squadra è bello. Da piccolo era più un'emozione irraggiungibile, poi anno dopo anno capisci che ci sei sempre più vicino. Poi la prima volta che ti ci alleni è un'emozione forte. La prima volta che mi sono allenato in prima squadra è stato emozionante, mi hanno aiutato tutti quanti. Sia lo staff che i giocatori. Lorenzo Pellegrini, Edin... Li vedi lì e non te lo aspetti. Il giorno prima li vedi in televisione e poi sei in campo con loro. All'inizio fa effetto, poi ci si abitua".

Sul ritiro.
"Una bella esperienza, importante per me fare quei due mesi con loro, per il resto dell'anno mi ha aiutato. Sono stato spesso con loro, molti allenamenti, è stato un proseguire quel ritiro. Penso sia stato molto formativo".

Sul ruolo.
"Non ha importanza, quando lo faccio per la Roma, perché non lo faccio in modo egoistico, ma pensando alla maglia. Preferisco giocare a centrocampo, ma non ha importanza. Dove gioco, gioco".

Sull'accostamento a De Rossi.
"Penso sia una cosa bella, è romano e romanista, penso che ognuno abbia la propria storia. Rifare ciò che ha fatto lui è impossibile, penso a fare la mia ma fa piacere".

Sull'esordio in Prima Squadra.
"Il giorno più bello della mia vita. È un qualcosa di inimmaginabile, spero di esordire anche in Serie A. Ci sono stato vicino, spero di riuscirci, è una cosa che mi farebbe molto piacere".

Sulla maglia.

"La Roma mi ha dato tanto, mi ha fatto cambiare come uomo e calciatore. Provo emozioni forti, è un qualcosa di unico. Non mi ci abituo mai, ogni volta che metto la maglia sento un senso di responsabilità. È importante. Alcuni non lo capiscono, la danno per scontato. La Roma ha una maglia pesante, per noi romani e romanisti. La Roma per me è qualcosa di speciale, l'ho cucita sulla pelle. Sarebbe difficile non avere più la Roma con me. Ora che la ho me la godo al massimo, ringrazio tutti i giorni di essere qui".

Sul settore giovanile.
"L'emozione di finirlo è forte. Ho un po' di timore, ma l'affronterò comunque vada".