Scudetto al Milan, sfilato all'Inter. Pioli: "Ecco quando ho capito che ce l'avremmo fatta"
Cinque stagioni e 240 presenze in panchina non si cancellano in un attimo. Stefano Pioli, tra l'altro, da allenatore del Milan ha vinto anche uno Scudetto andato di traverso all'Inter nel 2021/22, perso all'ultima giornata dopo quei punti mancati a Bologna. Intervistato dal Corriere dello Sport, il tecnico parmense ha ricordato i bei tempi.
"Cosa mi è rimasto dello scudetto del Milan? Tanto. È stato l’apoteosi del nostro percorso, mi ha lasciato soprattutto dei rapporti bellissimi con i giocatori", ha detto Pioli. "Li ho sentiti anche l’altro giorno, mi hanno fatto gli auguri per il compleanno. È stata un’esperienza veramente piena di emozioni, gratificazioni, ma anche di alti e bassi, quello di Milanello è un ambiente veramente particolare. Il sostegno di Ricky (Massara, ndr) e Paolo (Maldini, ndr) è stato fondamentale".
In merito al Tricolore vinto, invece, Pioli ha confidato quando aveva capito che l'avrebbe sfilato dalle mani dell'Inter: "Quando abbiamo vinto a Roma con la Lazio, l’energia che mettevamo in campo, sprigionavamo qualcosa di potente, a Milanello pensammo che poteva essere davvero la nostra stagione".
Infine, un commento sul ruolo di Zlatan Ibrahimovic: "Abbiamo cominciato a puntare al titolo a gennaio quando sono arrivati Zlatan e Kjaer, due leader completamente diversi. Zlatan d’impatto, un leader caratteriale, fisico, che ha cambiato l’atteggiamento della squadra, la più giovane a vincere lo scudetto, quindi non abituata a lavorare con quell’obiettivo. Ha alzato il livello dell’allenamento, dell’attenzione, ha dato una mentalità. Simon un leader silenzioso, uno che andava a parlare coi giocatori singolarmente. Il lavoro di un allenatore è facilitato dalla presenza di giocatori così, è più semplice vincere se hai personalità del genere".






