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Serie A, Casini: "Rateizzazione? Classico uso di un argomento fantoccio contro il calcio"

Serie A, Casini: "Rateizzazione? Classico uso di un argomento fantoccio contro il calcio"
© foto di www.imagephotoagency.it
venerdì 9 dicembre 2022, 16:08Serie A
di Simone Bernabei

Lunga intervista del presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini ai microfoni di Rai Italia. Tanti i temi trattati dal numero uno della Lega, che come già anticipato ha comunicato l'introduzione del fuorigioco semiautomatico a partire dalla ripresa del campionato il 4 gennaio. Queste le sue parole riportate da Calcio e Finanza:

Che rapporto ha con il presidente Claudio Lotito?
"Un ottimo rapporto come con tutti i presidenti. Mi accusano di essere troppo vicino a Lotito? Sono vicino a tutti, il presidente di Lega deve essere equidistante quindi non c’è problema su questo".

Il momento di difficoltà del calcio italiano?
"La crisi è ciclica per il calcio italiano, si passa da vittorie a sconfitte in un nulla. Se parliamo di Serie A, i risultati nelle coppe ci dicono che adesso la fase negativa dura da un po’, l’ultima vittoria in Champions è del 2010 dell’Inter".

La questione della rateizzazione delle tasse sospese ai club durante la pandemia?
"Sulla vicenda rateizzazione, stiamo assistendo al classico uso di un argomento fantoccio contro il calcio. La vicenda nasce un anno fa, dopo che il sistema dei ristori e dei contributi messo in campo per la maggior parte dei lavoratori non aveva funzionato per il calcio. Quale è stato il danno principale della pandemia per lo sport? La mancanza di liquidità, che è stato uno dei danni più immediati, tra impianti chiusi e difficoltà degli sponsor".

A che punto siamo con questa discussione?
"Lo Stato ha sospeso il pagamento delle tasse per quattro mesi. Arrivati alla scadenza si è reso conto che non bastava e ha continuato a sospenderli altri due volte arrivando a 11 mesi di sospensione perché non c’era liquidità. La richiesta ora è di tutto lo sport italiano: se non abbiamo liquidità noi ora paghiamo tutto ma fatecelo pagare a rate, perché dobbiamo pagare tutto insieme? Allora era meglio non sospenderli. La questione dei debiti riguarda tutto lo sport".

Le riforme avviate all'interno del mondo del calcio?
"Gli elementi sono molti, è un percorso durato diversi mesi. È iniziato subito dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali. Come Lega abbiamo sentito il dovere di esaminare lo stato dell’arte e proporre delle riforme, che attraversano tutti gli ambiti, dal settore sportivo al come migliorare il Var e tempi di gioco, ma anche le seconde squadre. Fuorigioco semiautomatico? Siamo pronti dal 4 gennaio, questo è quello che puntiamo a fare. Al centro c’è la valorizzazione dei giovani, delle youth finals in una sola settimana dalla Primavera fino ai settori giovanili, un evento unico per gare oggi separate".

Come si può aiutare la Nazionale a tornare al Mondiale nel 2026?
"È dentro il pacchetto riforme, la valorizzazione dei giovani, la disponibilità dei club per gli stage, ma in generale un maggior impiego dei giovani attraverso le seconde squadre, l’esperienza Juventus è stata molto positiva. Stadi? Il calcio non è un mondo a parte rispetto al Paese nella realizzazione delle infrastrutture. Se parliamo di strutture pubbliche, tutti i rapporti mostrano le lungaggine burocratiche nei lavori. Per gli stadi in particolare, ora noi puntiamo come Lega ad aiutare amministrazione e squadre con un laboratorio che entro fine gennaio raccoglierà tutti i nodi legati agli aspetti burocratici. Un lavoro mai fatto a livello di sistema. Non è neanche un problema di fondi realizzare lo stadio, ma le lungaggini allontanano gli investitori".

L'elezione di Rebecca Corsi nel consiglio di Lega?
"È l’unica dirigente di una squadra di Serie A, in altri Paesi doveva essere di diritto. È stata importante l'elezione, erano più di 10 anni che non c’era una donna nel Consiglio di Lega".

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