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Stesso punteggio, difetti diversi: il confronto statistico tra Pisa ed Hellas in fondo alla Serie A

Stesso punteggio, difetti diversi: il confronto statistico tra Pisa ed Hellas in fondo alla Serie ATUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 08:30Serie A
Davide Caruso

A otto giornate dal termine della Serie A, la lotta per non retrocedere vede Pisa e Hellas Verona condividere l'ultimo posto in classifica con un bottino di 18 punti. Pur trovandosi nella medesima drammatica situazione dopo 30 turni, l'analisi statistica della fase offensiva rivela filosofie profondamente diverse, accomunate però da una cronica sterilità. I nerazzurri hanno segnato finora 23 reti (0.8 di media), una in più dei veneti fermi a 22 (0.7). Gli scaligeri cercano la conclusione con maggiore insistenza, registrando 3.7 tiri in porta a partita contro i 2.7 dei toscani; tuttavia, la formazione pisana riesce a costruire azioni qualitativamente superiori, producendo 1.8 "grandi occasioni" a gara rispetto all'1.3 degli avversari. Questa teorica pericolosità si scontra drammaticamente con la mancanza di cinismo: il Pisa spreca in media 1.3 palle gol nitide ogni novanta minuti (0.9 per il Verona). A pesare sul leggero scarto realizzativo complessivo c'è anche il fattore rigori, con i toscani capaci di trasformare 4 penalty contro i soli 2 dell'Hellas.

Spostando il focus sull'atteggiamento tattico e sulla tenuta difensiva, il quadro resta allarmante per entrambe le compagini, capaci di mantenere la porta inviolata soltanto in 5 occasioni. Il Pisa ha incassato 54 gol, mentre il Verona ne ha subiti 52, ma è il modo di difendere a segnare la vera discrepanza. I gialloblù optano per uno stile di rottura molto aggressivo, primeggiando nei contrasti (18.3 contro 16.6) e negli intercetti (10.1 contro 8.8), pagando però il prezzo di una maggiore indisciplina con 16 falli a partita (contro 13) e un numero superiore di cartellini gialli. Di contro, i nerazzurri vincono una fetta più ampia di duelli individuali (50.5% contro 47.7%), costringendo il proprio estremo difensore a un lavoro leggermente più intenso (2.9 parate a gara contro 2.6). Sul piano della manovra, entrambe lasciano volentieri il pallino del gioco agli avversari, attestandosi intorno al 40% di possesso palla. La circolazione pisana risulta leggermente più precisa (76.3% contro 74.8%), ma si distingue soprattutto per la verticalità: la squadra toscana sfrutta sistematicamente i lanci lunghi (16 precisi a gara contro 12.4), delineando una manovra molto più diretta.

La reale portata di questa annata travagliata emerge in modo inequivocabile dalla statistica degli Expected Points (i punti attesi in base alla mole di gioco sviluppata), che certifica come entrambe le formazioni stiano raccogliendo molto meno di quanto seminato. L'Hellas Verona vanta i rimpianti maggiori: con 26 punti virtuali occuperebbe il 16° posto, lamentando un deficit di ben 8 lunghezze rispetto alla realtà. Il Pisa, dal canto suo, si attesterebbe in 17ª posizione con 24 punti (-6). Analizzando il rendimento interno ed esterno, emergono ulteriori paradossi. Tra le mura amiche, i toscani vantano un dato xPts superiore ai veneti (15 contro 13), un potenziale vanificato però dalle misere 7 reti messe a segno in 15 gare disputate alla Cetilar Arena. Lontano dal proprio stadio le gerarchie si invertono: il Verona sale a 13 xPts, mentre il Pisa crolla a 9, zavorrato da un'emorragia difensiva che è costata ben 36 gol incassati in trasferta. Arrivate a questo snodo cruciale percorrendo binari statistici differenti, le due squadre sono ora chiamate all'impresa: per salvarsi non basteranno le proiezioni matematiche, ma servirà l'urgenza di trasformare il gioco prodotto in risultati.

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