Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
TMW

Viveva nell'ombra di Salah, ora brilla di luce propria: Luis Diaz è un rimpianto per il Liverpool

Viveva nell'ombra di Salah, ora brilla di luce propria: Luis Diaz è un rimpianto per il LiverpoolTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 09:21Serie A
Michele Pavese

Lancio chirurgico di Harry Kane, controllo di esterno, poi quella sequenza quasi danzata di finta e controfinta che ha mandato fuori tempo Marquinhos prima di battere Matvey Safonov. In pochi secondi, la sintesi di ciò che Luis Diaz è diventato in questa stagione.

Per anni, a Liverpool, il colombiano è stato percepito come un talento luminoso ma orbitante attorno a un sole più grande: Mohamed Salah. Non tanto per limiti propri, quanto per la naturale gerarchia di una squadra costruita attorno all’egiziano. Diaz era l’arma imprevedibile, il cambio di ritmo, il giocatore capace di accendere Anfield nei momenti stagnanti (spesso partendo dalla panchina), ma mai il centro di gravità.

Consacrazione e rimpianto
Questa stagione ha ribaltato tutto. Non è solo una questione di numeri - che pure parlano chiaro, 26 gol e 21 assist - ma di presenza scenica. Diaz oggi è un riferimento tecnico ed emotivo. Chiede palla nei momenti decisivi, si assume responsabilità, interpreta il ruolo con una maturità che prima si intravedeva soltanto a sprazzi. Il gol contro il Paris Saint-Germain è emblematico proprio per questo: non è un episodio isolato, è la testimonianza della sua crescita esponenziale.. Il paradosso è che questa consacrazione avviene proprio mentre i Reds si interrogano su scelte recenti che non hanno prodotto l’impatto sperato: gli investimenti su Florian Wirtz, Hugo Ekitiké e soprattutto Alexander Isak avrebbero dovuto rinnovare e potenziare il reparto offensivo; invece, il loro contributo è stato intermittente, se non proprio nullo. E in questo vuoto si inserisce inevitabilmente il rimpianto per un giocatore che forse non è stato pienamente accompagnato nel suo percorso di maturazione.

Nel segno di Diogo Jota
C’è poi una dimensione più profonda, quasi intima, che rende questa stagione di Diaz ancora più significativa. Il legame con Diogo Jota, scomparso tragicamente in estate, ha aggiunto un peso emotivo enorme. La scelta della maglia numero 14 non è un dettaglio, ma un atto di memoria e responsabilità. Diaz sta giocando anche per lui. E lo sta facendo da fuoriclasse assoluto.

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile