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Zaniolo: "Difficile tenere i piedi per terra a 19 anni. Dopo il calcio mangerò senza una regola"

Zaniolo: "Difficile tenere i piedi per terra a 19 anni. Dopo il calcio mangerò senza una regola"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Alessio Del Lungo
Oggi alle 13:02Serie A
Alessio Del Lungo

Nicolò Zaniolo si è raccontato al podcast Fuarce Udin! di Banca360FVG, ricordando i giorni del suo passaggio in bianconero: "La trattativa è stata molto lunga, durata più di un mese, un mese e mezzo. Sono tornato a Istanbul e aspettavo la notizia perché volevo l'Italia. Appena ho saputo dell'Udinese ho cercato in tutti i modi di venire qua, sono stati bravi anche Nani, Soldati e tutte le persone che lavorano per la società".

Qual è stato il suo impatto con Udine?
"Io vengo da La Spezia, sono cresciuto lì… Sono stato abituato a vivere in città piccole, mi piace molto di più e sono felicissimo. La gente qua è educata, in altri posti sono un po' più ingombranti, anche la vita privata sta andando bene. Mi piace molto come i tifosi ti parlano, capiscono il momento".

Runjaic l'ha definita insostituibile e unico. Sente la responsabilità nei confronti del gruppo?
"Sì, ma io non penso tanto a quello che posso dare… Penso a ciò che può dare la squadra e io come posso aiutarla. Non mi metto mai prima degli altri, penso a mettermi al servizio degli altri che lavorano per portare in alto l'Udinese. Le parole comunque fanno piacere, significa che sto facendo bene, ma devo continuare così, ci sono tanti obiettivi da raggiungere".

Chi è il più forte in squadra?
"Ce ne sono tanti di prospettiva. A me piace molto Davis, che per me è fortissimo. È stato un po' sfortunato con gli infortuni, ma se sta bene in Serie A può fare molto bene. Poi ce ne sono tanti altri come Solet e Atta, siamo un bel gruppo".

Che cosa le piace di Runjaic?
"Ho avuto la fortuna di lavorare con grandissimi allenatori, a partire da Mourinho, passando per Mancini, Spalletti… Di Runjaic mi ha impressionato subito il modo in cui ti parla, molto diretto e onesto, quando le cose vanno male te le dice senza fare giri di parole. Lui è bravissimo, molto preparato, sono contento di essere venuto qua con lui".

Con chi ha stretto di più il rapporto?
"Con gli italiani per forza di cose, ma ho legato con tutti, siamo un bel gruppo".

Quando si è reso conto che tutti avevano aspettative nei suoi confronti?
"Con la Roma ho fatto l'esordio al Bernabeu e ancora non avevo giocato in Serie A. Quando la gente comincia ad abituarsi al tuo nome non sei più un ragazzino e devi dimostrare. Non l'ho capito, ma le richieste e le responsabilità diventavano sempre più alte. Prima di Madrid avevo 5mila follower su Instagram, dopo 120mila... Lì capisci che ti è cambiata un po' la vita e automaticamente le persone ti conoscono un po' di più e la vita privata comincia a essere più difficile".

Il fatto di essere un predestinato le ha messo più peso addosso?
"Sì, automaticamente sì perché avevo 19 anni. È tutto bello, ma non sai reggere così tanto quella pressione. Non è facile, anche tenere i piedi a terra, ogni domenica ti guardano".

Cosa ha capito oggi?
"Che non è importante il giudizio degli altri, ma delle persone che hai vicino, devi far felici loro".

Udine che cosa rappresenta da questo punto di vista?
"Il posto perfetto per rendere felici le persone che ho accanto, soprattutto i tifosi. Devo ringraziare la società, negli ultimi 2-3 anni non ho giocato benissimo e loro sono stati gli unici a volermi e a darmi fiducia, in tutti i modi proverò a ripagarli".

La paternità le ha dato un modo diverso di vivere il calcio?
"Prima me lo portavo a casa ciò che succedeva al campo, ora riesco a staccare e mi ha aiutato molto".

Come si vede tra 20 anni?
"Sicuramente con qualche chilo in più e tutte le cose che non ho mangiato in questi anni e i sacrifici che ho fatto… Comincerò a mangiare senza una regola. Il cibo mi piace molto. Poi mi vedo sempre nel mondo del calcio, mi appassiona e non riuscirei a lasciarla in sospeso, qualunque ruolo sia".

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