Reggiana da risollevare. Ma è forse più un problema mentale che di modulo: che farà Bisoli?
Come ormai noto, nella giornata di ieri la Reggiana ha optato per un altro ribaltone in panchina, con Pierpaolo Bisoli che ha preso il posto di Lorenzo Rubinacci, che - dopo l'avventura da vice con Alessandro Nesta - aveva provato a risollevare le sorti della squadra raccogliendo comunque una buona eredità lasciata da Davide Dionigi. Certo, la classifica non brilla e non ha brillato, ma non si può non tener conto del lavoro fatto dal primo tecnico dell'anno: il discorso esonero si lega infatti a più variabili.
Quelle variabili che non sono poi modificate, perché il problema della Reggiana appare forse più mentale. Indubbiamente anche qualche carenza tecnica è stata evidenziata nel corso dei mesi, la classifica direbbe altrimenti qualcosa di diverso, ma anche i tanti infortuni hanno poi spostato gli equilibri. E sarà forse un lavoro più mentale che tattico quello dovrà fare Bisoli alla squadra, in queste sei gare che rimangono da qui al termine della regular season: la salvezza diretta è a quattro punti, poco più di una gara, e la sosta potrà ora agevolare un lavoro di un certo tipo.
Viene infatti difficile pensare che si veda un modulo differente dal 3-5-2 voluto nelle ultime gare della gestione Dionigi e proseguito poi con Rubinacci, quel sistema tattico è anche il marchio di fabbrica di Bisoli, ma un atteggiamento differente è invece possibile. E la sensazione, come detto, è che su quello si punterà. Di certo, ulteriori indicazioni arriveranno con il primo allenamento odierno.











