Caos Ternana. Pantalloni ci ripensa: "La famiglia Rizzo voleva una buonuscita di sei milioni"
Non proprio un fulmine a ciel sereno, viste le ripetute dichiarazioni delle scorse settimane da parte del sindaco di Terni Stefano Bandecchi, ma quello che è accaduto ieri alla Ternana ha ovviamente messo in allarme tutto il sistema calcio della Serie C: come abbiamo raccontato nella giornata di ieri, la società rossoverde è stata messa in liquidazione volontaria, ed entro due giorni il Tribunale dovrà deliberare sul futuro delle Fere. Da legge, il rischio estromissione dal campionato di terza serie è concreto, così come la successiva ripartenza dall'Eccellenza, e tutto ciò, a 180' dal termine, avrebbe ripercussioni notevole sul Girone B della prima citata categoria.
Chi aveva provato a salvare il club era pure emerso, perché già nella mattinata di ieri si era palesato l’imprenditore Carlo Pantalloni, che però ha poi frenato sull'acquisto dopo l'assemblea straordinaria dei soci, dando anche motivazioni di questa scelta: "Gli importi e le cifre non sono quelle messe sul tavolo. Inoltre c’è una richiesta particolare da parte della famiglia Rizzo".
E questa mattina, dalle colonne de La Gazzetta dello Sport, emergono quelle che sono state le richieste dell'attuale proprietà umbra, sempre per parola del numero uno della CP Invest Srl: "Mi è stata rappresentata una situazione debitoria importante, e richiesta una buonuscita di sei milioni da parte della famiglia Rizzo". Cosa che ha chiaramente messo la strada in salita.
Segnando per sempre il futuro del club? Probabilmente sì, ma tutto è in evoluzione.











